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Bolognesità

Posted in Pensieri al tramonto, Rassegna stampa with tags , , , on marzo 24, 2010 by sadjack

Quella che è andata in scena ieri sera,sul palco del Futurshow Station di Casalecchio di Reno (BO),può considerarsi una serata storica per tutta Bologna e la sua gente.Mai infati,prima di ieri,si era vista una no-stop di esibizioni di artisti nati o adottati nel capoluogo emiliano per uno scopo nobile come quello di salvare un patrimonio artistico e culturale della città.Ci limitiamo però a fare considerazioni di carattere musicale ed emotivo e lasciare quelle relative all’argomento Santo Stefano ad altri:abbiamo visto,come anche in altre occasioni,quanto la gente di Bologna sia attenta alla propria città e quanto la ami come anche abbiamo visto come tutti gli artisti sul palco abbiano fortemente voluto partecipare e dare tutto se stessi per la causa.Tutta la bolognesità che c’era da dimostrare è stata tirata fuori alla grande,la grande musica ha vinto ancora una volta,peccato solamente per la mancata esecuzione di duetti improvvisati che avrebbero impreziosito ancora di più il tutto ma che per evidenti motivi di tempo e di scaletta non sono potuti andare in scena.Per finire dobbiamo segnalare ancora una volta il calore che la gente dimostra verso Luca che,con Silvia lo sai e Mare Mare ha scaldato i cuori dei 10mila presenti al palazzetto.A tal proposito vi proponiamo un’intervista che Il Resto del Carlino aveva realizzato a Luca Carboni pochi giorni fa,in vista appunto di questo importante appuntamento.

Bologna,cuore immenso.Grande abbraccio per Luca Carboni.

Posted in Rassegna stampa with tags , , , on marzo 24, 2010 by sadjack

UN MIRACOLO laico. Ieri, nella lunga notte per Santo Stefano, oltre cento artisti si sono dati il cambio sul palco della Futurshow Station per un irripetibile concerto all star, andato avanti fino a notte. I big della musica nati a Bologna — o bolognesi adottivi — hanno risposto compatti all’appello lanciato da Cesare Cremonini su il Resto del Carlino. E attori, comici e cabarettisti nel ruolo di copresentatori. Fittissima la scaletta. Sorprese dell’ultim’ora, Katia Ricciarelli e la giovane Malika Ayane. Tutti hanno lavorato gratis al concerto voluto dal Carlino e dalla Cisl per raccogliere fondi per il restauro della basilica. E il grande cuore di Bologna non ha tradito. Diecimila biglietti bruciati in pochi giorni. Un sold out che vale un assegno da 122mila euro (che si aggiungono agli oltre 140mila già raccolti con la sottoscrizione lanciata dal Carlino), consegnato sul palco a padre Ildefonso Chessa, il monaco della comunità dei benedettini olivetani che dal 1941 custodiscono le Sette Chiese. «E’ la migliore risposta di Bologna a un Comune commissariato e alla crisi — commenta Red Ronnie —. Perché Bologna è una forza inarrestabile».
GIÀ nel primo pomeriggio c’è la fila fuori dalla Futurshow Station, offerta dal padrone di casa Claudio Sabatini, con Ugf Banca main sponsor. Si parte puntuali. Nella prima parte della serata, i Gemelli Ruggeri regolano le entrate e le uscite degli artisti con precisione chirurgica. Aprono le cornamuse della Castle Pipe Band. Poi via con i giovani: Federico Aicardi, Claudia Cieli, Ugo Rappezzi, Caterina Soldati, Matteo Valli, il tenore Cristiano Cremonini. Platea e gradinate si riempiono in fretta. Applausi per tutti. Questa volta non ci sono gerarchie: sul palco sono tutti big. Poi, emozioni con Barbara Cola e il rock di Pia, risate con gli sketch degli Oblivion. Ancora brividi con la voce di Iskra Menarini, ed elettricità pura con le chitarre di Federico Poggipollini, Ricky Portera e Max Cottafavi.
TIRA come un treno la RossoBlues Brothers Band di Andrea Mingardi, che accompagnerà parte degli artisti. Duilio Pizzocchi propone una barzelletta sui frati, stoppato dai Gemelli Ruggeri. Tocca a Paolo Mengoli, e tutti in piedi con Perché l’hai fatto. Poi il lunghissimo applauso al ricordo di Giacomo Bulgarelli, indimenticato capitano del Bologna; e chiusura ad effetto con E penso a te, di Lucio Battisti. Un’ovazione saluta Mingardi, che con Beba si è caricato sulle spalle l’organizzazione artistica della serata, e che sarà il gran cerimoniere nella seconda parte dello show. Break istituzionale con Pierluigi Visci, direttore del Carlino e Alessandro Alberani, segretario della Cisl. «Con questa serata — dice Visci — vogliamo restituire alla città di Bologna un capolavoro dell’arte». Alberani ringrazia «il cuore dei bolognesi» e rende merito «allo splendido lavoro dei volontari della Cisl». Poi, Mingardi, con Malandrino e Veronica (vestito da padre Buozzi, chiede a dom Chessa: «Chi è quello vero?») presenta i bambini del Piccolo coro dell’Antoniano. E’ un coro generale, sulle note delle Tagliatelle di Nonna Pina e del Coccodrillo come fa.
Alle 21.30, presentato da Syusy Blady e Patrizio Roversi, arriva Lucio Dalla, che regala al pubblico due gemme: Piazza grande e Disperato erotico stomp. E diecimila cantano con lui. E’ un trionfo anche la mini reunion dei Pooh, con Dodi Battaglia e Riccardo Fogli (bassista del gruppo fino al 1973) che con Silvia Mezzanotte cantano una versione unplugged di Tanta voglia di lei. Futurshow Station in piedi anche per Piccola Katy, cantata acustica da Battaglia e Fogli. L’ex Pooh chiude fra gli applausi con Storie di tutti i giorni. La Mezzanotte — voce dei Matia Bazar dal 1999 al 2005 — si conferma voce straordinaria con Cavallo bianco, dall’album d’esordio del gruppo, datato 1976. Mingardi e Vito presentano Cesare Cremonini. Al piano canta Marmellata #25 e Figlio di re. Poi duetta con Malika Ayane, e chiude con Vespa special. Il pubblico è tutto con lui. Caldissima accoglienza anche per Samuele Bersani (presenta Ivano Marescotti) che canta L’amore spacca il cuore e Giudizio universale. Giorgio Comaschi sorprende con uno velocissimo scioglilingua in dialetto del Dottor Balanzone. Poi, parentesi sportiva con giocatori di Virtus, Fortitudo e Warriors.
POCO dopo le 23, il grande abbraccio della Futurshow Station accoglie Luca Carboni, che incanta con due suoi classici: Silvia lo sai e Mare mare. Breve break con le ‘facce’ di Gigi Fantoni e di nuovo tutti in piedi con Paolo Belli, scatenato con Angelo Angelino e Sotto questo sole. Una standing ovation saluta Katia Ricciarelli, che in uno spericolato duetto con Mingardi intona un’Ave Maria versione soul e una Carmen rock. A mezzanotte si va verso il gran finale, con gli Stadio e Gianni Morandi. La band di Gaetano Curreri canta Sorprendimi. Quindi Morandi (accolto da star) e gli Stadio cantano insieme Chiedi chi erano i Beatles, trascinandosi dietro i diecimila della Futurshow Station nel na-na-na-na finale di Hey Jude. Morandi imbraccia la chitarra e pesca dal suo sterminato repertorio C’era un ragazzo che come me e Uno su mille. C’è ancora tempo per In amore, che dopo tanti anni ricanta in coppia con Barbara Cola. Sipario con Siamo figli di Bologna, composta per l’occasione da Mingardi e Curreri, affettuoso inno dedicato dagli artisti a una città in cui «ogni angolo di strada mi ricorda qualche cosa che non lascerò mai più».
Ma non è finita. Il 22 maggio ci sarà il ‘Passamano per Santo Stefano’ con 800 studenti in fila, dalla Porta alla basilica, per ‘passarsi’ simboliche formelle.

Da Il Resto del Carlino

Intervista a Luca Carboni su Sanremo

Posted in Curiosità, News, Rassegna stampa with tags , , on febbraio 22, 2010 by sadjack

Vi riportiamo il link per leggere l’intervista rilasciata da Luca a Personesilenziose su Sanremo,sui protagonisti,le sorprese e le delusioni.In ultima analisi una chiosa su quello che sarà il nuovo album per il quale Luca si dice “molto gasato” per ciò che sta uscendo fuori.Clicca qui.

Musiche Ribelli presentato su GQ

Posted in Rassegna stampa with tags , , , on gennaio 7, 2010 by sadjack

Vi proponiamo un vecchio articolo apparso sulla rivista GQ,nel periodo di uscita dell’album Musiche Ribelli,più o meno esattamente un anno fa.

Luca Carboni riunisce (e invita a riscoprire) le canzoni più belle dei cantautori degli anni 70, da Claudio Lolli a Eugenio Finardi, nel suo album Musiche Ribelli. Torna la musica “politica”? “Ma è sempre stata attuale”, risponde lui. GQ l’ha incontrato…………..

Da Musica ribelle di Eugenio Finardi a Eppure soffia di Pierangelo Bertoli; da L’avvelenata di Francesco Guccini a Raggio di sole di Francesco De Gregori; da Venderò di Edoardo Bennato a Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli.Doveva ancora succedere che un disco di canzoni impegnate, come si sarebbe detto un tempo, anche se sotto forma di cover, arrivasse dal più intimista dei nostri cantautori.E invece Musiche ribelli di Luca Carboni è proprio questo: un tributo alla musica italiana degli anni 70 e ai suoi figli degeneri (si fa per dire), i cantautori.
In una casa popolata da fratelli e sorelle maggiori, mi sono formato con la canzone d’autore, anche se il mio successo è venuto dal ribellarmi proprio a quel modello.Ho deciso di cercare altri temi, meno politici, una dimensione che fosse meno collettiva, più individuale“.
In questo momento invece sento la voglia di rendere omaggio a quel tipo di canzone, ormai tagliata fuori dalle radio. E che, quindi, proprio attraverso una mia riproposizione, può essere scoperta o riscoperta da chi non la conosce. Per non parlare del fatto che molte di queste canzoni sono ancora molto attuali“.
Difficile contraddirlo, visti i continui richiami agli anni 70 che animano le cronache di oggi: “La mia scelta intimista” commenta lui, “veniva da una reazione istintiva che mi portava a uscire dall’equazione politico=personale”.
Troppe volte avevo visto ideologie e schieramenti fungere da barriere invalicabili della comunicazione. Allo stesso modo il momento storico mi porta ora a volermi riavvicinare a una presa di posizione ‘politica’, riscoprendo canzoni che possono far riflettere in modo completamente diverso da allora“.
Un intimismo, il suo, che in alcuni momenti ha coinciso anche con i momenti di riflusso della società civile (vengono in mente le “persone silenziose” cui si riferiva il titolo di un suo vecchio disco), e che invece inizia a dare segnali di voler tornare a interessarsi alla dimensione politica.
Da un lato non credo che dipendesse da un caso, dall’altro è anche vero che è molto difficile dire che da parte mia fosse una mossa premeditata“.
Semplicemente seguivo il flusso della mia sensibilità, e mi sono poi trovato a essere in qualche modo il riflesso di un percorso che in realtà riguardava non solo me, ma anche molti altri“.

Luca su Il Resto del Carlino

Posted in Rassegna stampa with tags , , , , , on settembre 28, 2009 by sadjack

CARBONI3%20copiaVi proponiamo un articolo-intervista a Luca,apparso sul Resto del Carlino in occasione dell’appuntamento di Savignano (Poesia Festival n.d.r.),andato inscena lo scorso 25 Settembre.

Modena, 25 settembre 2009 – HA APPENA festeggiato 25 anni di carriera con un album, Musiche ribelli, che lo ha rilanciato sulla scena musicale per la gioia dei suoi fan. Luca Carboni, il cantautore bolognese di “…intanto Dustin Hoffman” non sbaglia un film e “Ci vuole un fisico bestiale”, questa sera sarà ospite, per la prima volta, del Poesia Festival con un incontro dal titolo «La poesia e la canzone» al Teatro ‘La Venere’ di Savignano alle 19. “Sarà un’occasione per riflettere su un dibattito che va avanti da secoli: trovare il punto di contatto tra poesia e parola cantata, apparentemente due strumenti di comunicazione diversi, ma in realtà molto simili”.

Che peso ha la parola per un cantautore, nasce prima o dopo rispetto alla musica?
“Nella mia scrittura generalmente nasce prima la musica, che determina la metrica e fa tirare fuori concetti e contenuti. La musica dà loro una struttura, dà voce a un’urgenza che è dentro di me”.
Quanto c’è di autobiografico nelle sue canzoni?
“C’è tanto, le cose che uno scrive sono figlie della propria esperienza e delle proprie intuzioni. Anche nel raccontare le esperienze altrui, si esprime sempre il proprio punto di vista”.

Per il poeta Milo De Angelis la nascita della parola poetica è un processo intimo e travagliato, è così anche per lei?
“Certamente molto intimo, a volte può essere anche travagliato, ma nella maggior parte dei casi per me è un meccanismo liberatorio, come trovare finalmente una porta che riesci ad aprire su qualcosa che è dentro di te da molto tempo”.

Il musicista e il poeta hanno ancora un ruolo sociale?
“L’arte in genere ha un ruolo sociale, il fatto stesso di svelare agli altri un’umanità sconosciuta fornisce degli strumenti per conoscere meglio la nostra società. La canzone, poi, ha il potere di sollecitare la sensibilità del pubblico su certi temi”.

Con quale artista le piacerebbe o le è piaciuto duettare? Domani duetterò con Riccardo Sinigallia, artista che stimo molto. In passato ho avuto una bellissima collaborazione con Lorenzo (Jovanotti) che non era figlia del marketing, ma di una vera affinità artistica”.

Com’è stato il concerto di quest’estate in piazza Grande a Modena?
“Bellissimo, credo ci fossero circa 10mila persone. La piazza era davvero ‘aperta’ a tutti”.

Ma dica la verità, si emoziona ancora quando sale sul palco?
“Sempre, è una cosa a cui non ci si abitua mai. Per fortuna emozionarsi ed emozionare, nel nostro mestiere, non diventa mai una routine”.

Serena D’Urbano

“Il nuovo album entro fine anno”

Posted in News, Rassegna stampa with tags , , on luglio 26, 2009 by sadjack

Intervista rilasciata da Luca al sito AllaRadio.org in occasione della tappa modenese del tour estivo di Musiche ribelli.Luca per l’occasione annuncia l’uscita del nuovo album probabilmente per la fine dell’anno!

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In occasione della tappa modenese del tour di Luca Carboni, abbiamo incontrato il cantautore bolognese, il quale ci ha parlato dell’ultimo album “Musiche ribelli”, del suo passato di uomo e artista e dei prossimi progetti.
Luca, quando nasce l’idea di incidere un album di cover anni 70?
Erano anni che pensavo di raccogliere in un unico disco brani che mi sono rimasti nel cuore e che hanno segnato la mia infanzia. In genere non amo il concetto di cover. Tutto però è nato ascoltando l’album “Fleurs” di Battiato. Lo scorso anno, all’Isola d’Elba, io e Riccardo Sinigallia ci siamo messi a lavorare e abbiamo inciso questo cd. E’ il mio omaggio alla canzone d’autore e alle mie radici musicali.
Cosa ha rappresentato quel decennio per te?
Ricordo che i miei genitori facevano sempre ascoltare a me e ai miei fratelli più grandi le canzoni dei grandi cantanti italiani dell’epoca. Mio padre, poi, insisteva per farci studiare pianoforte. Con questo disco ho voluto ripercorrere quel periodo personale ma anche dare un segnale alla nostra musica. Credo che negli ultimi dieci anni in Italia si sia prodotto solo musica di intrattenimento. Oggi non ci sono più testi e melodie che raccontato stralci di vita reale.
Nell’album “Musiche ribelli” troviamo pezzi di De Gregori, Guccini, Dalla, Battiato, Jannacci…C’è qualche cantautore che ha escluso a malincuore?
Ce ne sono parecchi. Ad esempio Fabrizio De André. All’inizio ho provato ad interpretare la sua “Via del Campo” ma non ne sono rimasto entusiasta. Non volevo rovinare questa canzone meravigliosa. Stesso discorso per Pino Daniele che io apprezzo molto. Un bolognese che tenta di cantare in napoletano non è il massimo.
Tra gli artisti a cui lei rende omaggio ci sono due modenesi: l’indimenticabile Pierangelo Bertoli e Francesco Guccini. Che rapporto ha avuto con loro?
Non ho avuto l’onore di conoscere personalmente Bertoli. Ricordo che a 17 anni, quando suonavo con la mia band, sono andato a Sassuolo per cercare casa sua e per fargli ascoltare qualche mio pezzo. Ma non lo abbiamo trovato quel giorno. Ho assistito a molti suoi concerti. Con Guccini, invece, c’è un’amicizia profonda. Ho frequentato con lui, Lolli e Dalla, la famosa Osteria da Vito in centro a Bologna. Il luogo di ritrovo degli artisti bolognesi.
Dopo la tournée nei teatri, ora è la volta delle piazze. Che tipo di live performance proponi?
Il concerto è diviso in due parti. Durante la prima io e la mia band storica proponiamo le canzoni dei big della musica italiana degli anni settanta; nella seconda ci cimentiamo coi brani del mio repertorio, soprattutto quelli degli anni ‘80 e ‘90. Duetto spesso con Riccardo Sinigallia.
Progetti per il futuro?
A settembre tornerò a lavorare al mio prossimo album di inediti. Dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Ci sono già diversi brani pronti.

Luca Carboni su Donna Moderna

Posted in Rassegna stampa with tags , , on luglio 23, 2009 by sadjack

Intervista a Luca Carboni apparsa sul sito della rivista Donna moderna risalente allo scorso 17 Giugno.Le domande spaziano dall’ultimo album Musiche ribelli al lungo tour estivo che vede il cantautore bolognese protagonista.

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Luca Carboni sarà una delle presenze costanti di quest’estate. E non solo perché qualche anno fa ha scritto Mare Mare Mare. Il suo album Musiche Ribelli ha già lasciato un segno. Tant’è che le sue date dal vivo raddoppiano. L’abbiamo disturbato nella sua Bologna, in un caldo pomeriggio di giugno.

Cosa vuoi che non ti chieda, Luca?
Beh, ultimamente si sprecano le domande su mio figlio. Sai, a me piace parlare della mia musica.
Ma Come? Questo è il sito di Donna Moderna! Pensavo di chiederti solo ed esclusivamente cose su tuo figlio. Vabbè. Allora parliamo del tour di Musiche Ribelli. Sta andando bene mi pare.
Si: abbiamo appena finito la prima fase, quella teatrale. Ora stiamo cominciando la seconda fase, quella all’aperto, nelle piazze, nei campi sportivi. Sul palco con me c’è anche Riccardo Sinigallia (cantautore e produttore romano). Ho diviso ogni concerto in due parti. La prima è quella che riguarda la mia attività dal 1984 ad oggi; la seconda è quella legata a questo ultimo album in cui io e Riccardo rivisitiamo canzoni di cantautori degli anni 70.
Il tuo album, uscito da diversi mesi, si intitola Musiche Ribelli. Perché sono ribelli queste musiche?
Perché avevano dentro tematiche molto forti raccontate con un linguaggio che ha rivoluzionato la nostra canzone. Basti pensare a Eppure Soffia di Pierangelo Bertoli, del 1975: la prima canzone dedicata all’ambiente.
La musica dovrebbe puntare meno al pop di intrattenimento e raccontare qualcosa in più delle nostre inquietudini.

Anche Morgan ha fatto un album in cui ricanta canzoni di cantautori anni 60 e 70. Vi siete messi d’accordo?
Ogni artista deve fare i suoi esperimenti. Credo che la cosa più importante sia lasciare una traccia.
Silvia Lo Sai era una “musica ribelle”?
Quando l’ho scritta non mi sono chiesto se era una musica ribelle. A posteriori, è una canzone che porta avanti, con un linguaggio nuovo, i vecchi insegnamenti dei cantautori anni 70, quelli che raccontavano la verità del nostro tempo.
Ora questa cosa la fanno solo gli artisti rap.

Come Fabri Fibra, per esempio?
Ecco, lui mi piace molto.
Ma disegni ancora? Ricordo Autoritratto, un tuo libro di qualche anno fa con le tue illustrazioni.
È una passione che va avanti parallelamente alla musica, che serve a me per crescere, più che per pubblicare.
Vivi ancora a Bologna? Se ne sentono di cotte e di crude su questa città. Tu come ti trovi?
È ancora una città molto bella in cui vivere. Soprattutto per un giovane è molto stimolante, c’è l’Università, tanta gente che vive la notte. Ma non è una metropoli, quindi è molto facile anche ri-incotrarsi.
E ora parliamo di tuo figlio.
(pausa)
(ride)

Lui è fonte di ispirazione per te?
Sicuramente un figlio che sta crescendo ti spinge ad avere occhi e antenne puntati verso il futuro, per guardare il mondo che vivrà lui. Quindi ti spinge ad essere ancora più immerso nel tempo attuale.
Quanti anni ha ora? Ascolta già musica?
Ha 10 anni. Non ascolta ancora in modo consapevole. È dai 14 anni in su, come è successo a me, che la musica può diventare qualcosa in cui trovare dei maestri. Prima di allora è difficile.
Mi risulta che tuo figlio non guardi la tv, quindi ha molto tempo per ascoltare musica (frequenta la scuola steineriana n.d.r.)
Questa era una scelta che è durata fino ai suoi 7/8 anni di vita. Ora la sta guardando. Io non l’ho guardata fino a 10/11 anni, i miei non l’avevano. Tutti i miei compagni di classe l’avevano.
Vai anche tu al bar a chiacchierare con i ragazzi?
Si, quando ho il tempo mi piace parlare con la gente e capire bene come vanno le cose.

Valeria Sgarella