Archive for the Interviste Category

Alberto Bertoli a SadJackGroup

Posted in Interviste with tags , , , , on febbraio 16, 2009 by sadjack

Intervista ad Alberto Bertoli,figlio del grande Pierangelo Bertoli,indimenticato cantautore scomparso nell’ormai lontano 1992.Abbiamo chiesto ad Alberto curiosità riguardo il brano Eppure soffia,scritto dal padre,Musiche ribelli,l’album di Luca nel quale il pezzo è contenuto e soprattutto ci siamo fatti raccontare un pò di più chi era Pierangelo Bertoli in vita.Ne è venuto fuori un ritratto emozionante e tutto da leggere.Clicca qui.

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Eugenio Finardi a SadJackGroup

Posted in Interviste with tags , , , on gennaio 27, 2009 by sadjack

eugeniofinardiSJG ha raggiunto telefonicamente Eugenio Finardi,per parlare di Musica ribelle,di Luca e degli anni ’70.Ecco a voi il resoconto della chiacchierata.

                                                                                                                                                      Ciao Eugenio,SadJackGroup ti dà il benvenuto tra le pagine del suo blog.

Da pochi giorni,come sai,è uscito Musiche Ribelli,il nuovo album di Luca Carboni,omaggio agli anni ’70:hai per caso ascoltato il disco per intero?Se si,cosa ti ha colpito in generale e in particolare?

Si,l’ho finito di ascoltare da poco.Mi ha colpito il modo col quale Luca ha dato la sua impronta a queste canzoni,le ha caratterizzate tanto che se le ascolti capisci subito che è Luca Carboni,nonostante alcune tracce siano strane non ascoltate dalla voce originale,come L’avvelenata di Guccini,per esempio.Mi ha colpito molto la scelta di Up patriots to arms, se non altro perché successiva alle altre tracce degli anni ’70,ma mi è piaciuta molto come è venuta fuori,l’arrangiamento che Luca le ha dato,così come mi è piaciuta molto Musica ribelle.

 

Ha raccontato Luca,nelle varie interviste rilasciate in questi giorni,di come abbia spedito ad ognuno di voi,autori dei brani,l’mp3 con la canzone finita in anteprima.Quando hai aperto il file di Musica ribelle,qual è stata la tua sensazione?

La cosa che mi ha colpito molto la prima volta che l’ho ascoltata è che Luca l’ha fatta esattamente come la canzone è nata.Musica ribelle in realtà è nata come un pezzo folk,con un arpeggio molto simile a quello che Luca usa sotto,un arpeggio country-western alla Jorma Kaukonen,tipico e molto diffuso nelle mie canzoni.Ecco,Musica ribelle è nata molto più morbida di come poi è stata suonata da me nel disco e la cosa più impressionante è che sembra che Luca abbia sentito proprio quella versione iniziale,la stessa che provavamo io e Lucio Fabbri a casa mia con il violino prima di inciderla.

 

Jannacci,De Gregori,Dalla,Guccini,Bennato,Battiato,Lolli e Bertoli.Tutti insieme a te,omaggiati dal cantautore bolognese,sei assolutamente in buona compagnia,ma fra questi,tu,chi hai amato o ammirato di più?

Conosco tutti loro personalmente,ma nonostante voglia bene a tutti,musicalmente ammiro tanto Battiato,per quella sua capacità di essere stato sarcastico,di aver detto delle grandissime verità a modo suo.Up patriots to arms la trovo interessante sia dal punto di vista musicale,che dei contenuti.

 

Tu e Luca appartenete a due generazioni diverse,divise da circa dieci anni.La vostra è solo conoscenza da “colleghi”,oppure avete avuto modo anche di avere contatti più frequenti,confrontarvi su alcuni progetti………….

In realtà i cantautori si frequentano molto meno di quanto la gente pensi,ci si vede davvero pochissimo anche perché poi tutti sono protetti dai vari uffici stampa e via dicendo…………….Luca è uno di quelli che nel poco vedersi ho visto di più,ci saremmo incontrati circa 5-6 volte,anche all’Elba,di solito fuori dal contesto professionale.La prima volta che lo vidi fu all’Autodromo di Misano,dove lo vidi per la prima volta cantare dal vivo,tre canzoni (tra cui Farfallina n.d.r.) così intimiste che,ascoltando da dietro al palco queste parole e questa musica,pensai:”questa è una nuova generazione,una nuova epoca cantautorale”.Mi fa molto piacere che Luca abbia deciso di creare con questo album, un ponte fra queste due generazioni.Se pensate che la mia prima canzone d’amore la scrissi per il mio terzo album,è evidente come ci sia stato un cambiamento deciso a distanza di dieci anni.

 

Se dovessi scegliere un album della discografia di Luca,quale faresti “tuo”?

A me piace valutare gli artisti dal vivo,credo che lì si riesce a vedere la passione vera,e quindi mi piace molto ascoltare l’album Live.

 

Ricordo di Musica ribelle una splendida versione in duetto con Ivano Fossati.E’ prevista per il prossimo tour di Luca la tua presenza da ospite in una delle date del tour?

Io e Claudio Lolli abbiamo dato a Luca la nostra disponibilità,i dettagli poi sono ancora da studiare.

 

Musica Ribelle risale al 1976,quando hai pubblicato l’album Sugo con l’altra grande hit,La radio.Il tuo stile cantautorale rivoluzionario come fu recepito dal pubblico dell’epoca?Hai fatto fatica a farti amare,a causa dei messaggi delle tue canzoni e dei toni perentori?

Fu un pugno nello stomaco,piombò nello scenario della musica leggera italiana con una pesantezza,come un macigno,alzando delle onde notevoli,se pensate che allora le canzoni erano “Luglio col bene che ti voglio” ………………ricordo ancora all’epoca si scandalizzarono alcuni operatori del settore semplicemente perché la batteria era più alta della voce.Sugo quindi fu una botta tremenda per l’epoca e con esso ovviamente anche Musica ribelle.

efPerché secondo te la canzone impegnata è sparita nel tempo.Eppure di spunti per ribellarsi anche al giorno d’oggi non mancano di sicuro.

Purtroppo la ribellione non la senti nemmeno tra i ragazzi,tra la gente comune,senti solo frustrazione……….il problema è che la frustrazione genera una rabbia sbagliata,una rabbia negativa,quella delle violenze,delle risse,del pestaggio,della violenza carnale………….In realtà dentro Musica ribelle non c’era rabbia,c’era molta lucidità e il brano era stato scritto più che altro per proporre un modo italiano di fare rock.In generale oggigiorno non esistono canzoni impegnate,che puntano il dito contro qualcuno o contro qualcosa semplicemente per una questione di conflitto d’interesse,perché si sa benissimo che tali canzoni verrebbero ignorate,nemmeno censurate come accadeva invece negli anni ’70.

 

Se tu dovessi immortalare un’immagine degli anni ’70 in generale,quale sarebbe il soggetto della tua foto?

Dal punto di vista personale,la foto dei miei anni ’70 certamente immortalerebbe quelle trecentomila persone che nel 1976 ascoltarono dal vivo Musica ribelle al Parco Lambro,questo mare di persone che sognava un mondo diverso.La foto un po’ di tutti degli anni ’70 invece,è senz’altro quella di Aldo Moro,nel bagagliaio della Renault 4.

 

Hai mai avuto nostalgia di quegli anni sia dal  punto di vista sociale,che musicale?

Dal punto di vista musicale tantissimo.In Italia c’era una varietà musicale,una ricchezza,un’apertura anche delle case discografiche e delle radio.Adesso tutta la musica sembra uguale,per andare in radio devi omologarti tantissimo,mentre allora più facevi una cosa diversa e più eri richiesto.Mi manca molto anche l’apertura mentale che aveva la gente in quell’epoca.

 

Pensi che il mondo attuale sia migliore o peggiore di quello di 32 anni fa?

Peggiore,perché dagli anni ’70 ad oggi c’è stato un solo ideale trainante,quello del profitto.Il profitto è meschino motivatore e ne vediamo le conseguenze:tanti e tanti poveri e pochissimi ricchi.

 

Essendo tu,cittadino americano,hai dichiarato apertamente il tuo voto,eugfin2andato ad Obama:pensi che riuscirà il neopresidente ad essere il “ribelle” dei giorni d’oggi,nel mondo?

Un presidente degli Usa più ribelle di tanto non può esserlo,un po’ come il Papa.Io credo che Obama sia una persona estremamente intelligente,è un cosmopolita,è un americano che conosce il mondo,cosa che Bush non era;non è legato a lobby particolari se non a quella dei diritti civili ma nemmeno eccessivamente;è un uomo libero,è un uomo molto intelligente,è un fine intellettuale,ha avuto un’educazione da bianco e un’esperienza da nero,quindi conosce entrambi i mondi.Non sarà facile per lui ma se già al primo giorno ha stabilito la chiusura di Guantanamo,vuol dire che siamo sulla giusta direzione.

 

Cosa hai in cantiere prossimamente?Un progetto tipo Fado o un disco prettamente cantautorale?

Non penso che sarà un disco cantautorale,molto probabilmente sarà un progetto legato all’ambiente teatrale.M’interessa molto in questo momento il discorso del teatro-canzone,come faceva Gaber.I concetti che ho da dire in questo momento stanno un po’ stretti all’interno di normali canzoni.Ad ogni modo sono sempre aperto a nuove cose.

In bocca al lupo Eugenio!
Ringraziamo per la realizzazione di quest’intervista Eugenio Finardi in persona per la grandissima qualità d’uomo prima ancora che di artista e per l’umile disponibilità dimostrataci.Un ringraziamento particolare va anche al sito web www.eugeniofinardi.it

Claudio Lolli:il mio brano addolcito

Posted in Interviste with tags on novembre 13, 2008 by sadjack

Claudio Lolli,autore di Zingari,ci parla del suo brano,del lavoro di Luca e della sua visione del mondo.Un’altra produzione esclusiva del SadJackGroup.   

    Salve signor Lolli, Personesilenziose.it e SadJackGroup sono onorate di poterle rivolgere delle domande e la ringraziano vivamente per l’opportunità che ci sta offrendo con questa piccola intervista e le augurano ogni bene per il suo avvenire artistico.

lollisolo22In queste settimane su alcune radio,è in rotazione la cover che Luca Carboni canta della sua “Ho visto anche degli zingari felici”,brano storico,forse uno dei suoi pezzi più famosi:quanto le ha fatto piacere il fatto che un artista dello spessore di Luca nel realizzare un album di rivisitazioni abbia pensato (e scelto come singolo lancio) anche ad una canzone di Claudio Lolli che forse è stato colpevolmente dimenticato nel tempo fra i grandi da omaggiare………
Mi ha fatto molto piacere, ma non è solo un gratificazione personale. credo che Luca stia facendo, con queste Musiche ribelli, un’operazione di spessore,rimuovere dalla rimozione canzoni che hanno rappresentato i vertici della produzione italiana.
Sul forum Personesilenziose.it spicca in maniera evidente il dibattito sul significato della sua canzone.Abbiamo intuito che è un pezzo che si rivolge ai ragazzi dell’epoca (1976),ma se dovesse spiegare ad un ragazzo di oggi l’essenza vera del brano………………..chi sono questi zingari?
Gli zingari sono quelli che non hanno casa, quindi neanche un padrone di casa, quindi neanche un padrone. Il nomadismo della libertà e della felicità.La necessità della libertà e della felicità.
Ci può parlare un attimo della storia di questo brano,perché per esempio scelse di dividerlo in due,un’introduzione e una parte finale?Crede che la versione aggiornata e unificata, cantata da Luca e Riccardo Sinigallia abbia mantenuto in pieno lo spirito e il contenuto del brano stesso?
Il brano era diviso in due parti perchè tutto l’album era un continuum, un disco concept, una suite in cui tutte le canzoni erano legate, musicalmente e concettualmente,da un segreto profondo. Uno dei primi e pochi concepì album in Italia, sicuramente uno dei pochissimi di un cantautore. Luca lo ha aggiornato e addolcito ma credo che,per questi tempi molto meno combattivi, abbia scelto lo spirito giusto.
E’ contento del fatto che pur attualizzandolo,l’arrangiamento realizzato da Luca e Riccardo non abbia snaturato la canzone?
Certo, la loro elaborazione è interessante e innovativa ma non stravolgente. Mi sembra che la mia canzone non sia stata interpretata da loro come un ‘pretesto’ ma come un ‘testo’ a cui realizzare un nuovo ‘contesto’.
Il nuovo album che Luca proporrà a partire dal 16 Gennaio 2009 s’intitola Musiche Ribelli,una raccolta di canzoni che in fatto di contenuti dei testi e in alcuni casi anche di suoni,sono risultate fuori dai canoni normali della canzone leggera alla Battisti in cui i testi erano molto meno impegnati ma arrivavano molto prima al pubblico.In un periodo in cui le canzoni impegnate pressoché non esistono,quanto pensa sia importante proporre un lavoro del genere,far riscoprire il significato e la bellezza di certi brani come Ho visto anche degli zingari felici?
Vale la risposta alla domanda numero uno
Nel nuovo album di Luca saranno presenti anche canzoni di Jannacci, De Andrè,De Gregori, Finardi e molti altri cantautori impegnati del passato.Perché secondo lei oggi nel mondo musicale italiano non ci sono personaggi del vostro calibro che con la sola arma delle note combattono quelli che sono i mali della nostra società?
Il mondo è cambiato. Noi avevamo degli obbiettivi,dei nemici, molto dichiarati, aperti e riconoscibili. Poteva non essere difficili schierarsi. Oggi c’è nebbia,non sai bene chi sia il nemico, né se eventualmente esista. E’molto più difficile usare la musica come mezzo politico.Nessuno sa più di che cosa si sta parlando. Potresti scrivere una canzone contro Bush? Chi cazzo è? (Era, per fortuna!)
lollibioSi dice che una canzone da sola non può cambiare la storia,ma secondo lei,qual’è veramente la forza che una canzone può avere dal punto di vista sociale?
La forza della poesia e della canzone, che è la sua sorellina minore, è quella straordinaria di scardinare il linguaggio, il deragliamento di tutti i sensi, scardinando il linguaggio si scardinano tutte le regole standard della vita sociale. La poesia è utopica,dice quello che non si può dire, è spiazzante e spaesante. Così il lettore,o l’ascoltatore,quando è alla stazione deve per forza chiedersi per dove fare il biglietto. Cioè deve avere un progetto. Questa è politica. Questa E’ la Politica. Sposta,l’utopia sposta e la poesia è la sua voce.
Piazza Maggiore,cuore pulsante di una città sempre viva dal punto di vista culturale,fulcro di una Bologna storicamente attenta alle problematiche sociali con particolare riferimento ai giovani.Quanto è cambiata secondo lei Piazza Maggiore dal 1976 ad oggi?E i ragazzi che la frequentano oggi,secondo lei, sono gli stessi di quelli di 30 anni fa in fatto di spirito e voglia di cambiamento oppure ha notato delle differenze?
Non lo so, non ho nostalgia.Guardo avanti e non giudico le differenze.Anzi,le trovo sempre interessanti,importanti ed educative. Sono i vecchi che devono imparare dai giovani, non viceversa. Anche se sono un insegnante.
E dal punto di vista musicale,come vede la Bologna di oggi?
Sommersa,ma non conformista. Questo Bologna non lo sarà mai, c’è troppa tradizione, c’è troppa musica che gira intorno, qualcosa uscirà…
In una nostra intervista,Riccardo Sinigallia ha affermato:”credo ci sia banalità nei testi che arrivano alla radio e alla televisione,ma ci sono molti artisti in Italia che scrivono canzoni bellissime ed emozionanti che sono automaticamente fatti fuori dai circuiti che portano alla cultura popolare di oggi solo perché emozionano veramente e quindi vengono considerati eccessivi o non funzionanti”. E’ d’accordo?
Assolutamente d’accordo. La mia storia d’altra parte è lì, anzi qui, a testimoniarlo.
Progetti per il futuro?
Un disco di canzoni d’amore ( il titolo è originale ,”Love songs”) con due grandi jazzisti italiani. Spero che uscirà a Marzo del 2009.

Realizzazione dell’intervista: Sad Jack Group per Personesilenziose.it
Si ringrazia vivamente per la disponibilità:Claudio Lolli e a Lucia de La Brigata Lolli (www.bielle.org).

Un ringraziamento speciale va a Sebastiano Maugeri del sito www.sem.gte.it/claudiololli/

Riccardo,fisico bestiale.

Posted in Interviste with tags on ottobre 21, 2008 by sadjack

Intervista a Riccardo Sinigallia,cantautore romano,produttore e guest artist del nuovo album di Luca, Musiche Ribelli.

Ciao Riccardo, PersoneSilenziose.it ti ringrazia innanzitutto per la preziosa opportunità che ci offri e per la tua disponibilità.

   Facendo un rapido excursus sulla tua storia di artista, ricordiamo che sei stato arrangiatore, produttore, cantautore e guest star in molti dischi di altri noti artisti italiani. Ma Riccardo Sinigallia principalmente come definirebbe se stesso?

Un appassionato di musica e parole e soprattutto delle suggestioni che queste mi provocavano da bambino in relazione alle persone che le rappresentavano.. a cui avrei voluto somigliare..
Ancora oggi – molto più raramente, ma con la stessa emozione di allora – tutto questo mi accade.

    Come molti sanno,tu fai parte di quella nuova generazione di artisti della scuola romana che ti vede protagonista insieme ai vari Niccolò Fabi, Max Gazzè, Federico Zampaglione, Daniele Silvestri, Alex Britti più una serie di artisti non propriamente romani ma adottati dall’ambiente musicale romano, come Frankie Hi Nrg o Sergio Cammariere. Se dovessi fare il punto della situazione, vedi ancora oggi, a Roma e in Italia più in generale, quel fermento musicale che negli anni 80-90 vi ha visto protagonisti?

Non credo che possa mai esaurirsi la pulsazione creativa che nasce in una metropoli come Roma..
Credo che ogni periodo avrà i suoi rappresentanti e che io non sia rimasto imbrigliato, pur essendo stato forse uno dei maggiori responsabili, in quella che poi è stata definita una scuola, ma che a mio giudizio è stata solo una congiuntura temporale e discografica, fortunata e parziale rispetto alla musica di Roma di questi anni.

    E voi invece quanto vi sentite i successori dei vari  Venditti, De Gregori, Baglioni,Zero?

Posso parlare per me stesso.. mi piacerebbe un giorno poter essere paragonabile ad uno di questi artisti per quantità e qualità di produzione.

    Da cantautore hai all’attivo 2 album,quello d’esordio del 2003 che porta il tuo nome e “Incontri a metà strada” del 2006. Quali sono i tuoi punti di riferimento di artista,t’ispiri a qualcuno? Pensi di essere riuscito a trovare un tuo stile,”il tuo marchio di fabbrica” o sei ancora alla ricerca di tutto ciò?

Credo di aver approfondito negli anni la conoscenza delle mie possibilità espressive nella musica e nel testo e di averlo anche coerentemente dimostrato negli anni di scrittura con e per altri e attraverso i miei dischi.  Ma cerco sempre. Non mi ispiro a nessuno nella forma, ma i percorsi artistici dei grandi cantautori del passato costituiscono per me un importante punto di riferimento.

    Luca Carboni cantava “…le band si sciolgono senza un perché…”…….tu che hai fatto parte di una band  come quella dei Tiromancino: sapresti dare una risposta al “perché” molte band si sciolgono nel tempo? Ritorneresti in futuro a far parte di una band?

Non potrei dire di no, sarebbe l’inutile privazione di una possibilità, certo con gli anni è sempre più difficile sacrificare o mediare le proprie intuizioni per mantenere in vita un sogno che è già svanito più di una volta nel nulla..
Forse è giusto che le grandi band rimangano unite e che le piccole band si sciolgano.. ma anche che ci siano state grandi band che sono durate un attimo…..

    In un’intervista radiofonica in occasione della promozione del disco “Le band si sciolgono”, Luca citò un verso di una tua canzone e dichiarò esplicitamente la propria stima nei tuoi confronti. Qual è la tua considerazione di Luca Carboni come artista? Ha fatto parte dei tuoi punti di riferimento di cantautore? C’è una canzone di Luca che vorresti aver scritto tu?

Quando mi hanno raccontato che Luca  parlava di me in un intervista o alla radio ero felice perché mi veniva in mente quando a sedici anni ero innamorato di due bellissime sorelle che amavano Luca Carboni e che mi avevano completamente spostato gli ascolti dall’ hard rock tipo Ac-Dc  o da Bob Marley e i Police alle piccole grandi suggestioni del minimalismo cantautorale di Luca che nella mia lingua mi faceva da colonna sonora e mi insegnava senza che nessuno di noi lo sapesse a fare il cantautore, come battisti, o come il primo vasco.
Ripensando a quei giorni sarebbe stato bello sapere allora che avrei fatto un disco con lui, anche perchè avrei sofferto molto meno per le due tipe….
Avrei voluto scrivere “Ci vuole un fisico bestiale su tutte”. Ma anche primavera e molte altre…

    La vostra conoscenza come colleghi è datata nel tempo oppure Luca ti ha chiamato, vi siete conosciuti in questi mesi e ti ha voluto coinvolgere in questo progetto che sta per uscire?

Sapevo appunto che lui mi aveva nominato in un paio di interviste e un giorno durante un mio concerto a Bologna in un club me lo sono ritrovato seduto a un tavolo che ascoltava il mio concerto.. abbiamo scambiato due parole e poi ci siamo rincontrati in un’altra occasione dove suonavamo tutti e due e poi all’improvviso, in un giorno di fine giugno, mi ha chiamato per dirmi se mi andava di intraprendere questo viaggio che sarebbe iniziato dopo pochi giorni..

    Da produttore hai all’attivo importanti lavori,uno su tutti mi viene in mente “La favola di Adamo ed Eva”, album di successo che lanciò l’ormai noto Max Gazzè: noi di PersoneSilenziose invece vorremmo sapere da te,in quanto produttore del disco,cosa ci dobbiamo aspettare da “Musiche Ribelli”, il nuovo album di cover che Luca farà uscire a fine novembre.

Credo che ci sia una parte della vita artistica di Luca. Quella che lo ha fatto sognare da ragazzino..
E’ più difficile per un cantautore confrontarsi con delle interpretazioni che rappresentare le proprie opere.. la cosa sorprendente è proprio il livello interpretativo con cui luca ha fatto proprie alcune delle canzoni più importanti della nostra storia recente.. accettando una sfida su vari livelli e questo fa di lui un artista vivo.

    Ho letto da qualche parte che hai inciso 18 versioni diverse del tuo brano “Il nostro fragile equilibrio”. Quante “prove” avete dovuto fare te e Luca invece,per trovare i brani giusti e gli arrangiamenti più adatti per questo nuovo progetto?

Non molte perché abbiamo fatto tutto in pochissimo tempo rispetto agli standard di entrambi.

    Da pochi giorni è in radio il primo singolo: “Ho visto anche degli zingari felici”. Come mai questa scelta? Dall’ascolto, lo stile e gli arrangiamenti sono in perfetta sintonia con il classico stile Luca. Vorrei sapere se avete punti in comune e quindi idee similari o è stato Luca ad “inculcarti” le sue idee per metterle poi in opera.

Luca mi ha portato prima di cominciare delle versioni dei pezzi scelti che aveva arrangiato con i suoi musicisti storici a Bologna, da li è nata una produzione a quattro mani che per forza di cose è il frutto delle sue intuizioni che non sono così lontane dalle mie. Ci siamo aiutati a vicenda.
Da subito zingari è stata la canzone che tutti noi abbiamo visto come maggiormente rappresentativa del progetto di luca, quando poi mi ha chiesto di cantarla con lui puoi immaginare la mia contentezza..

    Il titolo del lavoro che riprende il brano in esso contenuto di Eugenio Finardi, lascia trapelare il carattere politico e sociale dei singoli scelti per il progetto. Non pensi che negli ultimi anni nel mondo musicale sia andata un po’ smarrita la forza che una canzone può avere nel trattare temi forti e importanti della vita di tutti i giorni? Non credi che ci sia troppa banalità nei testi rispetto a qualche tempo fa?

Credo ci sia banalità nei testi che arrivano alla radio e alla televisione.
Ci sono molti artisti in Italia che scrivono canzoni bellissime ed emozionanti che sono automaticamente fatti fuori dai circuiti che portano alla cultura popolare di oggi solo perché emozionano veramente e quindi vengono considerati eccessivi o “non funzionanti”.

    Tutti ti ricordiamo anche per la collaborazione che hai avuto con Frankie Hi Nrg cantando e apparendo nel video del brano “Quelli che benpensano”, un connubio niente male visto che tu e Frankie non appartenete propriamente alla stessa dimensione musicale. Ricordaste molto un altro connubio clamoroso ma di grande successo come quello tra Luca e Lorenzo Jovanotti. Fermo restando che ognuno poi intraprende la propria strada artistica,non pensi che dovrebbero esserci più spesso queste collaborazioni di artisti anche molto diversi fra loro ma che potrebbero dare ottimi contributi alla musica di oggi?

Si, quando queste collaborazioni nascono da una profonda condivisione artistica o da un rapporto forte arricchiscono sempre chi partecipa  e di conseguenza chi  ascolta.

    In conclusione, come è stato per te lavorare con Luca in questi mesi? Hai qualche aneddoto da ricordare?

Ne ho molti
Ma sarebbe riduttivo raccontarli.
È stata un’esperienza molto importante per me e spero che non si esaurisca con questo album.

Una realizzazione di Personesilenziose.it e SadJackGroup