Alberto Bertoli a SadJackGroup

Intervista ad Alberto Bertoli,figlio del grande Pierangelo Bertoli,indimenticato cantautore scomparso nell’ormai lontano 1992.Abbiamo chiesto ad Alberto curiosità riguardo il brano Eppure soffia,scritto dal padre,Musiche ribelli,l’album di Luca nel quale il pezzo è contenuto e soprattutto ci siamo fatti raccontare un pò di più chi era Pierangelo Bertoli in vita.Ne è venuto fuori un ritratto emozionante e tutto da leggere.

pierangelobertoli

Ciao Alberto,SadJackGroup ti dà il benvenuto e ti ringrazia per la disponibilità che ci hai dimostrato.Il nostro blog è dedicato a Luca Carboni e,come sai bene,l’occasione è per parlare dell’ultimo disco di Luca,Musiche ribelli,in cui figura tra le tracce anche Eppure soffia del grande Pierangelo Bertoli.

Innanzi tutto vogliamo sapere da te,come abbiamo chiesto agli altri autori dei brani contenuti in Musiche ribelli,quali sono state le tue sensazioni ascoltando Eppure soffia dalla voce di Luca:le tue sensazioni “a caldo” appena ascoltato il pezzo in anteprima e quelle “a freddo” se magari hai riascoltato il brano più volte.

Quando l’ho sentita ero in auto,tornavo a casa dal lavoro a Mantova cioè a 100 km da casa;mentre cercavo disperato qualcosa che mi allietasse il solito lungo ritorno,giro su Radio2,sul programma Gli spostati e c’è Luca che fa un intervista sul disco nuovo e dice:”ora facciamo un pezzo”……..il primo che canta è quello di mio padre…….beh,ti dico,un’emozione unica……è stato veramente un colpo al cuore…mi è piaciuta subito e ho contattato la radio per fare delle domande a cui lui ha gentilmente risposto in diretta.E’ stato un grande. “A freddo”,posso dire che la canzone è stata colta nel lato in cui l’aveva intesa mio padre;come ho già detto,molti hanno provato a reinterpretare le sue canzoni e soprattutto questa,ma per prima cosa,è molto difficile da cantare,visto che era un grande cantante,secondo,è difficile cogliere l’intenzione ma Luca penso sia riuscito soprattutto nell’intento che è quello che in fondo conta nelle canzoni.

Forse non tutti sanno che anche Alberto Bertoli è un cantante/musicista:ecco,da musicista,che giudizio puoi dare del disco in generale,se l’hai ascoltato?

Il disco mi è stato spedito dopo quell’evento fortuito in radio,penso e spero da lui,ma sinceramente non sono ancora riuscito a capire se sia stato lui o la casa discografica.Si sa,lui è un tipo schivo e quindi non c’era una mail di accompagnamento al cd e al vinile che ci sono arrivati…….il disco l’ho sentito e secondo me è un gran lavoro,non tanto per gli arrangiamenti che comunque rimangono belli e su uno stile fresco e genuino anche se non particolarmente innovativi,quanto dal fatto che le canzoni storiche e molto radicate siano state rivisitate mantenendo la loro indole ma con qualcosa in più,ecco secondo me è molto buono per questo!!

alberto-bertoliLuca e tuo padre si conoscevano?Avevano avuto modo d’incontrarsi,d’instaurare una pseudo-amicizia nell’ambiente musicale?

No,in realtà è stata una delle domande che ho fatto a Luca in trasmissione…………non si sono mai conosciuti……mi ha detto che quando era molto giovane e non ancora famoso,vide sui dischi di mio padre la sigla CGD,la casa discografica e pensò che fosse di Sassuolo visto che mio padre era di quel paese………quindi con un paio di amici si misero in marcia per la casa discografica che in realtà aveva sede a Milano………arrivati a Sassuolo dove pensavano avesse sede,non riuscirono ovviamente a trovarla e andarono a cercare mio padre che però non era in casa………ha detto inoltre che è stato a molti suoi concerti,che ha tenuto a Bologna e comuni limitrofi senza però andare mai a conoscerlo.

Ripercorrendo un po’ la bellissima carriera di Pierangelo Bertoli,balza all’occhio quell’album del 1987,Canzone d’autore,dove tuo padre reinterpretò brani di altri grandi cantautori:troviamo Bartali di Paolo Conte,Vedrai vedrai,di Luigi Tenco,Sfiorisci bel fiore di Jannacci (autore presente anche nel disco di Luca n.d.r.):a parte questa,trovi altre similitudini tra Canzone d’autore e Musiche ribelli?

Mah,la similitudine più evidente è l’idea di fondo…..però in realtà sono due idee diverse:mentre allora avevamo un cantautore che reinterpretava canzoni di suoi colleghi,qui troviamo un grande autore,un grande cantante che reinterpreta le canzoni dei cantautori storici:noi non possiamo più chiamare cantautori quelli moderni,perché ormai la denominazione fa capo ad un movimento inserito in un’epoca e non più ad un modo di essere artisti,questo secondo il pensiero dei vari Bertoli,De Andrè,Paoli,Lauzi da quanto mi disse mio padre.

Parliamo invece un po’ di Eppure soffia:praticamente tutti la presentano come una canzone ecologica….è giusta questa lettura del brano o ci sono altre sfaccettature del pezzo che magari sfuggono ad un ascolto superficiale?

Si,la verità è che mio papà come me,Nek,una volta Caterina Caselli e adesso Marco Baroni,facciamo parte di una comunità (Sassuolo) dove ci sono più ceramiche che persone,e una volta,puoi immaginre,senza le norme di sicurezza ecologica,come eravamo messi……….in realtà insomma era una vera porcilaia chimica che ora non lo è più,ma a quell’epoca dove mia madre e mio padre s’incontrarono,dava gravi problemi:mia madre ebbe tre aborti spontanei quando si trasferì a Sassuolo e soffrì di una brutta nefrite……….ora questo può succedere sempre,ma noi pensiamo fosse conseguenza di qualcos’altro.Al di là del messaggio ecologico,mio padre teneva sempre caro il messaggio che viaggia al di sotto di questo:la speranza di un ideale giusto ed egualitario…………se ci credi soffia sempre e non muore mai,basta solo ascoltarlo e cantarlo,sentirlo sulla pelle e nelle ossa.

Di solito,quando un grande cantautore scompare,si alza intorno alla sua figura tutto un meccanismo per cui quel personaggio diviene un mito,viene ricordato spesso dai vari mass media e via dicendo………almeno dal nostro punto di vista il grande Pierangelo Bertoli non è mai ricordato abbastanza come invece può accadere per i vari Luigi Tenco,Fabrizio De Andrè o Lucio Battisti.Come te lo spieghi questo fatto,sempre se ne sei d’accordo?

Non me lo spiego in realtà.Cioè fai conto che me lo chiedono ormai da anni e anni….io non so cosa dire a parte questo:quando mai avete visto un handicappato che non fosse un cieco in prima serata in Italia?A mio padre dissero che non poteva andare in prima serata perché INTRISTIVA LA GENTE!Ma ve lo giuro,non è uno scherzo.Allora lui rispose con il suo solito ottimistico sarcasmo:”ma guardate che ieri a Torino c’erano 25000 paganti al mio concerto e non piangeva nessuno!!”.Ma la verità è che questo è un paese cattolico,dove la chiesa ha sempre relegato i suoi figli peggiori in un angolo della navata sperando che nessuno li vedesse e quindi non c’è alcuna cultura d’integrazione,mentre in America hanno avuto un presidente poliomielitico ed ora ne hanno uno nero,noi dobbiamo ancora avere un presidente del consiglio intelligente!!!!….figuriamoci se gli handicappati vanno in tv……e mi riferisco a quelli menomati fisicamente,perché quelli mentali,a parte far parte a volte di schieramenti politici di dubbia serietà,non si vedono nemmeno col binocolo se richiesti,questa è la vergogna.Non solo per l’handicap,ma per l’integrazione in generale,l’Italia è indietro di anni e anni.

bertoliSe dovessi far conoscere tuo padre alle generazioni d’oggi che non ne sanno granchè,come lo descriveresti nella vita e in particolare nel suo lavoro,nella musica,tu che hai avuto la fortuna di collaborare con lui?

Come un uomo unico,di una forza senza precedenti e una dignità che va al di là di tutto e direi a quelli che mi chiedono “chi era tuo padre?”, che mio padre era un uomo,un grande uomo,forse unico ma pur sempre uomo.Penso che volesse essere ricordato così,come un esempio ma non come un messìa.

Si parla molto delle canzoni impegnate,di quelle che puntano il dito contro le guerre o contro i potenti,ma Pierangelo Bertoli ha saputo essere ribelle anche in maniera diversa,cantando le ragioni dei più deboli,delle donne,dei disabili………..ecco perché anche questi temi della vita stanno scomparendo nella musica d’oggi secondo te?

Intanto,tengo molto a precisare che non cantò mai i diritti dei disabili:vedi,ogni uomo al di là di quello che è,ha il diritto di essere considerato come tale.Avevo pochi anni e gli dissi guardando un tetra paretico spastico che gli aveva stretto la mano:”mi sento imbarazzato perché non so che dire”,e lui mi disse:”beh si,neanche io so cosa dire”.L’importante è essere uomo,dignitosamente se stessi e basta,il resto è la persona che lo fa.Adesso il messaggio è cambiato,e il modo con cui si dice è cambiato,è cambiato tutto.Ricordo quando chiesero a mio padre chi fossero gli eredi dei cantautori e lui rispose che non c’era un motivo di avere un erede,il tempo cambia persone e modi.Io penso che i concetti ci siano,cambia il modo di dirli,ma adesso qualcuno ascolta musica più per distrarsi che per azionare il cervello,questo fa sì che la gente compri sole,pizza e amore,piuttosto che un testo con un messaggio,ma non è che tutto sia perduto,almeno spero!

Sanremo è alle porte e quando parliamo di Sanremo e di tuo padre non si può non ricordare Spunta la luna dal monte,con quella bellissima interpretazione di Pierangelo Bertoli e dei Tazenda,del compianto anche lui Andrea Parodi:hai mai pensato di parteciparvi,magari con uno di quei brani mai pubblicati da tuo padre?

Si,sicuramente………il problema è trovare qualcuno di una casa discografica che si fidi del fatto che magari ho talento e il fatto che mi chiamo Bertoli di cognome non sia una denominazione di origine controllata della quale non fidarsi perché sicuramente scrivo roba politica o incazzata,anche perché ho scritto giù mucchi di canzoni e non ho mai parlato direttamente di politica,in quanto non m’interessa come roba partitica.In più penso che un artista con una sua personalità,possa anche avere un padre famoso che non cambia il suo essere. Sai,una volta mi hanno detto:”tu sei figlio di Bertoli,ci sono tanti figli d’arte in Italia,ma nessuno ha mai venduto,tu perché dovresti farmi vendere?”.Io non sono un discografico,faccio l’artista,e non dico di essere un genio,ma soltanto qualcuno con qualcosa da dire.

pierangelo_bertoliPensi un giorno di far pubblicare quei brani ancora nascosti,magari cantati da te?

A me piacerebbe molto,tempo al tempo:se riuscissi ad affermarmi sarebbe bello,ma prima forse non ha molto senso.

Per finire,cosa pensi avrebbe detto papà ascoltando Eppure soffia dalla voce di Luca?

Penso che avrebbe detto che finalmente qualcuno aveva condiviso il suo intento nello scrivere un pezzo del genere.Però sono anche sicuro che avrebbe detto,visto che lui cantava sempre in anticipo del primo quarto:”ma secondo te non è in ritardo?” (Alberto ride)…………è un bel ricordo questo.

Mi ricordo delle cose su quello che pensava di Luca e dei suoi pezzi,gli piacevano alcune cose soprattutto:mentre facevamo i puzzle,lui cantava le canzoni che gli venivano in mente inconsciamente e che gli piacevano,tra queste c’erano Silvia lo sai,Inno nazionale e Ci vuole un fisico bestiale.Non gli sono mai piaciuti molto gli italiani,sia come interpreti che come scrittori,quindi questo era un posto d’onore nella sua classifica.

Vi ringrazio molto dell’intervista,a risentirci presto e un grazie di cuore a Luca per il pensiero e per la realizzazione!!

Alberto Bertoli

Noi di SadJackGroup rinnoviamo i nostri ringraziamenti ad Alberto Bertoli per la completa disponibilità a risponderci nonostante i suoi impegni.Eravamo sicuri che sarebbe venuto fuori qualcosa di speciale ed emozionante e per questo abbiamo fatto di tutto per avere Alberto tra le nostre pagine.

Un ringraziamento speciale anche:

– A Marco Morrone e agli amici del Bertolifansclub.org per il loro immediato interessamento alla realizzazione dell’intervista.

-A Pierangelo Bertoli che da lassù ci guarda.

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2 Risposte to “Alberto Bertoli a SadJackGroup”

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