Musiche Ribelli presentato su GQ

Vi proponiamo un vecchio articolo apparso sulla rivista GQ,nel periodo di uscita dell’album Musiche Ribelli,più o meno esattamente un anno fa.

Luca Carboni riunisce (e invita a riscoprire) le canzoni più belle dei cantautori degli anni 70, da Claudio Lolli a Eugenio Finardi, nel suo album Musiche Ribelli. Torna la musica “politica”? “Ma è sempre stata attuale”, risponde lui. GQ l’ha incontrato…………..

Da Musica ribelle di Eugenio Finardi a Eppure soffia di Pierangelo Bertoli; da L’avvelenata di Francesco Guccini a Raggio di sole di Francesco De Gregori; da Venderò di Edoardo Bennato a Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli.Doveva ancora succedere che un disco di canzoni impegnate, come si sarebbe detto un tempo, anche se sotto forma di cover, arrivasse dal più intimista dei nostri cantautori.E invece Musiche ribelli di Luca Carboni è proprio questo: un tributo alla musica italiana degli anni 70 e ai suoi figli degeneri (si fa per dire), i cantautori.
In una casa popolata da fratelli e sorelle maggiori, mi sono formato con la canzone d’autore, anche se il mio successo è venuto dal ribellarmi proprio a quel modello.Ho deciso di cercare altri temi, meno politici, una dimensione che fosse meno collettiva, più individuale“.
In questo momento invece sento la voglia di rendere omaggio a quel tipo di canzone, ormai tagliata fuori dalle radio. E che, quindi, proprio attraverso una mia riproposizione, può essere scoperta o riscoperta da chi non la conosce. Per non parlare del fatto che molte di queste canzoni sono ancora molto attuali“.
Difficile contraddirlo, visti i continui richiami agli anni 70 che animano le cronache di oggi: “La mia scelta intimista” commenta lui, “veniva da una reazione istintiva che mi portava a uscire dall’equazione politico=personale”.
Troppe volte avevo visto ideologie e schieramenti fungere da barriere invalicabili della comunicazione. Allo stesso modo il momento storico mi porta ora a volermi riavvicinare a una presa di posizione ‘politica’, riscoprendo canzoni che possono far riflettere in modo completamente diverso da allora“.
Un intimismo, il suo, che in alcuni momenti ha coinciso anche con i momenti di riflusso della società civile (vengono in mente le “persone silenziose” cui si riferiva il titolo di un suo vecchio disco), e che invece inizia a dare segnali di voler tornare a interessarsi alla dimensione politica.
Da un lato non credo che dipendesse da un caso, dall’altro è anche vero che è molto difficile dire che da parte mia fosse una mossa premeditata“.
Semplicemente seguivo il flusso della mia sensibilità, e mi sono poi trovato a essere in qualche modo il riflesso di un percorso che in realtà riguardava non solo me, ma anche molti altri“.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: