Mirco,persona silenziosa

Per fare le mie considerazioni e dirvi cos’è per me Persone Silenziose devo fare un flash back di molti anni fa, e nello specifico, di due anni prima l’uscita dell’album.Siamo nel 1987, ho 13 anni. La musica allora non era così importante per me come lo è ora. E pensare che studiavo già pianoforte da anni.. I miei coetanei passavano giornate intere alla radio, ascoltando le “trasmissioni di dediche a richiesta”. Io no. In quell’anno mi iscrissi ad un campo scuola organizzato dalla mia parrocchia. Era luglio quando partimmo. Da quell’esperienza cambiò tutto per me: il merito fu di un ragazzo che, in pieno stile anni ’80, andava in giro per le stanze e per i locali della struttura che ci ospitava con in spalla un mega stereo con la musica a tutto volume. Si fermava poi in giardino e, quando si era radunata un po’ di folla,faceva suonare le sue preferite. Era l’anno di Vasco, del grande album “C’è chi dice no”. Ma era anche l’anno di Luca e del suo Luca Carboni. La prevalenza della playlist del tipo era incentrata sull’album di Vasco (rimasi ammaliato da quell’album, ad oggi, secondo me, uno dei migliori da lui realizzati per testi, musiche e arrangiamenti).. ma poi si inseriva sempre una ballata che mi stregò: Farfallina.Tornato a casa da quel campo scuola corsi subito a cercare il mio piccolo registratore a cassetta e corsi a comprare appunto “C’è chi dice no” e “Luca Carboni”. Da quel giorno, potevo considerarmi anch’io uno di quelli incollati alla radio ad ascoltare canzoni.Il mio scarso interesse per la musica mi aveva indotto in un primo momento a pensare che Farfallina fosse di Vasco! Assodato che fosse invece Luca, iniziai ad andare a ritroso, recuperando i suoi primi album. Mi accorsi che per me Luca non era così estraneo e che, in passato, avevo “distrattamente” ascoltato molte sue canzoni.Questa premessa era d’obbligo per farvi capire, dopo la scoperta di un album meraviglioso come quello del 1987 e dopo aver scoperto quest’artista che “parlava la mia lingua” e raccontava “le mie emozioni”,quanta voglia avessi di stringere tra le mani un prodotto nuovo, da guardare e soprattutto da ascoltare.Finalmente venni a sapere dell’uscita del nuovo album, grazie al magazine “Tutto, musica&spettacolo” che divenne un mio punto di riferimento per l’informazione musicale. Non vedevo l’ora. Ricordo che dopo la scuola e i compiti uscii per andare nel mio negozio di fiducia. Fuori c’era tempo brutto e iniziava a piovere. Rientrato a casa era ormai calata la sera. Salii nel mio studio che il sant’uomo di mio padre aveva da poco finito di realizzare: una sala in mansarda isolata acusticamente, in cui avevo portato il mio stereo, le mie tastiere, il pianoforte. Il mio rifugio privato. Avevo acceso il caminetto (eh, si c’era anche quello nella mia stanzetta!) e iniziai finalmente l’ascolto. Come di rito ormai, ero seduto sul divano e cominciavo a sfogliare l’interno della cassetta: mi piace leggere fino in fondo tutto ciò che è scritto su i libretti (un po’ come i crediti finali di un film al cinema)! Mi piace leggere chi ha fatto parte del progetto, chi ha suonato nel disco, quali strumenti ci sono.

Il primo brano,Primavera,avrebbe fatto da apripista ad un album che ha solcato il mio cuore e che ancora oggi rimane uno dei più cari di Luca. Rimasi subito rapito da Primavera, in particolare mi colpirono molto le voci dei bimbi sul reprise musicale, con il fischio di Luca: un’atmosfera che ti rapisce e ti fa davvero entrare nel quadro dipinto dalla canzone. Già, una particolarità di quest’album è proprio questa: molte di queste canzoni sono dei veri e propri quadri d’autore. Le parole di Luca lasciano l’impronta sulla tela del brano. Questo album è un vero e proprio album cantautoriale: poetiche altissime, musiche incantevoli, arrangiamenti curatissimi. Amo questo album, in tutte le sue sfaccettature. Il mio ascolto proseguiva. Rimasi senza fiato su Te che non so chi sei, un capolavoro secondo me. Tornando sul fatto di canzoni come dipinti, vogliamo parlare de Le case d’inverno?! Basta chiudere gli occhi, ascoltare in silenzio le parole e quella musica, e si viene proiettati in un pomeriggio invernale. Frasi, aggettivi, parole, tutto inserito alla perfezione per creare un piccolo capolavoro. La luce “giallognola e amara”, la “madre che stira”, la “cucina delle case d’inverno”.. meravigliosa.Non mi soffermo oltre sulle altre canzoni, ci sarebbe da parlare ore e ore. La bellezza e l’unicità di questo album sta proprio nel linguaggio di Luca: questo album mi segnerà e mi legherà a Luca con un filo che ancora oggi è presente. Luca esprimeva con le sue parole ciò che io sentivo, ma che non ero capace di dire. Sentimenti, pensieri, stati d’animo che io, da persona silenziosa, ero abituato a tenere dentro, Luca sapeva come esteriorizzarli, con semplicità, vincendo la mia e la sua timidezza.Luca, inconsapevolmente, mi è stato vicinissimo con questo album, nella mia adolescenza, nelle mie paure e timidezze di quei tempi. Quando avevo voglia di sognare, bastava prendere la cassettina di Persone Silenziose e venivo proiettato nella “mia” dimensione.La canzone che coronava tutto ciò che ho appena detto fu proprio Persone Silenziose perché parlava di quei silenzi, di quegli occhi abituati ad ascoltare, occhi che hanno un amplificatore… che erano propri del mio essere. Luca ha voluto omaggiare con questa canzone quanti erano e sono come lui, quanti vivono le sensazioni e le emozioni come lui.Non a caso, anni dopo, il progetto del mio sito si chiamò proprio così: Persone Silenziose.it

Le mie prime pagine e i primi contatti li ho avuti con un sito che non aveva un dominio registrato. Con il crescere dei contatti e della community pensai in qualche modo di “ufficializzare” la community. Chiesi agli utenti di allora i loro pareri. Molte furono le proposte, e le migliori furono messe in un sondaggio. In lizza c’erano se non ricordo male “mondo carboni”, “diario carboni”, “lacasadiluca” e “personesilenziose” per l’appunto, proposto da me.Il sondaggio fu unanime e, in fondo, confermò quello che speravo. Chiamare la community “Persone Silenziose” oltre che un omaggio ad un album splendido di Luca, era in qualche modo identificare il pubblico di Luca, il loro modo di essere, era insomma riconoscersi nei soggetti così tanto ben ritratti da Luca in quell’album.Così fu, e poco tempo dopo, in uno dei miei primi incontri con Luca, mi chiese il perché avessi voluto chiamare il sito proprio così. La spiegazione è quella che ho dato a voi, Luca mi sorrise compiaciuto.
Questo è quanto, non voglio andare oltre. Molte persone amano il Luca rock, il Luca elettronico, ruvido. Io certo, lo amo per tutto ciò che sin’ora ha fatto, ma per me Luca è soprattutto il grande poeta e cantautore che ha dato vita ad un album così unico, a canzoni così reali, autentiche perle, autentici ritratti di noi, persone silenziose.

Mirco Di Marcello,Personesilenziose.it

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