Musiche Ribelli:recensione SJG

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L’ascolto dura da appena 48 ore,ma già si può dire tutto o quasi di Musiche Ribelli,l’album di rivisitazioni anni ’70 che il nostro Luca ha piazzato sul mercato venerdì scorso.La nostra recensione potrebbe partire subito con le sensazioni che SJG ha provato ascoltando ripetutamente le tracce di questo disco,invece partiamo da un file audio,un minuto circa,per commentarlo un attimino:

Dobbiamo fare mea culpa in queste pagine,ripensando all’articolo da noi postato qualche giorno fa sul brano Musica Ribelle,e su come l’interpretazione di Luca non fosse sufficientemente grintosa e incazzata come invece la canzone richiedeva.Abbiamo capito infatti che 45″ di preascolto non sono la fotografia di un brano,e il caso di Musica Ribelle reinterpretata da Luca ne è la testimonianza.Questa traccia dà il titolo all’intero album e possiamo finalmente dire che glie lo dà di diritto,vista l’intensità intrinseca fin dalle prime note del pezzo e i brividi veri e propri che fa venire un arrangiamento che segue le orme dell’originale di Finardi,ma nello stesso tempo si distacca e s’impregna di originalità.Già,gli arrangiamenti,spesso decisivi per le sorti di un disco e per il gradimento del grande pubblico e dei fans irriducibili:beh,in questo caso,il lavoro di Riccardo Sinigallia,affianco a Luca,è stato esemplare.In una recente intervista Luca ha dichiarato di non aver ricercato arrangiamenti particolari,forse è stato un pò troppo modesto,visto che il lavro che ne è scaturito da queste rivisitazioni anni ’70 è semplicemente Musica,con la M maiuscola.Il disco è nella sua interezza ben suonato,Luca si è affidato ad un mix di musicisti,attingendo dalla sua band storica (Giorgi,Anastasi,Pastano…..cercasi Pat disperatamente n.d.r.),ma affidandosi molto alla cerchia di Riccardo Sinigallia,ovvero Laura Arzilli al basso,Daniele Sinigallia (fratello di Riccardo n.d.r.) alle chitarre elettriche,Matteo Chiarello,altro musicista vicino a Riccardo (nonchè autore del video di Zingari n.d.r.) e Francesco Zampaglione (fratello di Federico dei Tiromancino n.d.r.).Ma veniamo alle tracce:in linea generale i brani proposti sono usciti fuori tutti alla grande,considerando che sono pezzi che hanno più di trent’anni di vita,alcuni dei quali per loro caratteristiche intrinseche hanno acquistato una seconda giovinezza.Ci sono però dei brani che spiccano su tutti,ad iniziare proprio dagli omaggi che Luca ha voluto fare al suo mito De Gregori e ad Eugenio Finardi.Ormai nota era Raggio di sole,di cui SJG vi ha mostrato il video giorni fa,ma il pezzo forte del disco è senz’altro l’altro brano del Francesco cantautore,ovvero La casa di Hilde,forse uno dei più bei brani scritti dall’artista romano e di conseguenza uno dei più bei pezzi della musica italiana in generale.La canzone la si ascolta in maniera divina se ci si trova in viaggio,magari con lo stereo non eccesivamente alto,quasi a cullare chi ascolta.La delicatezza e la forza interpretativa che Luca ha impresso nel cantarla,è poco comune nell’universo musicale nostrano,veramente un capolavoro considerando anche la splendida voce di Riccardo a fare l’altra voce narrante.Altra grande sorpresa è stata senz’altro L’avvelenata:semplicemente il Luca che non ti aspetti ma che ti sorprende in maniera entusiasmante.Nonostante il testo improbabile,ci mette una carica e una forza d’animo che quasi sembra uscire prima o poi dalle casse dello stereo e cantarti lì,live tanto è grintoso e determinato.La canzone senza dubbio ne ha acquistato alla grande,dato che l’originale non era così ritmica e graffiante,pur essendo comunque una canzone di totale rottura,una vera canzone ribelle.Buone interpretazioni anche su Quale allegria ed Eppure soffia,forse sulla carta le due canzoni che calzavano più a pennello sullo stile di Luca.Noi di SJG non vogliamo sbilanciarci troppo,visto che le vie discografiche sono ardue,spigolose e molto strane,ma crediamo che questo progetto potrebbe in realtà materializzarsi nella svolta in questo preciso periodo della carriera di Luca.La musica anni ’70 è molto seguita e mai dimenticata dal grande pubblico,e se queste rivisitazioni piacciono,potremmo anche divertirci in futuro;in più,potrebbero essere ottimi spunti per mettere a punto il disco d’inediti che ne seguirà,visto che ormai è certo che una volta terminata l’estate,Luca si rimetterà sotto nel tentativo di finire prima possibile il nuovo album.

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2 Risposte to “Musiche Ribelli:recensione SJG”

  1. Sono molto entusiasta della scela di Luca ,di come interpreta i brani e di come emozionalmente mi hanno colpito. Negli anni 70 avevo 15 anni e conoscevo gran parte de brani,che sono epocali e che serviranno alle nuove generazioni come testimonianza di una musica e di testi che volevano lanciare dei messaggi specifici a tutta la societa’. Penso che Luca ,con questo nuovo lavoro,abbia voluto fare anche un’operazione di tipo sociale e non solo artistico,riproponendo tematiche ancora attualissime e non risolte. Le tematiche a cui mi riferisco sono:l’acc oglienza del diverso,del fuorilegge e dello sconosciuto,la disoccupazione,la vita della fabbrica e la donna nella societa’,l’arrabbiatura per essere poco compresi come artisi in una societa’ che stritola e uccide gli ideali,la finta allegria che non viene dal cuore ma che e’ forzata da una societa’ che di allegria ne ha ben poca,il nomadismo della nostra anima che trova ragione di essere solo nella liberta’ di pensiero e di parola. Trovo che Luca abbia fatto un lavoro culturale specifico,bello e che dovrebbe cotinuarlo,come lui ha detto,perche’ ne varrebbe la pena. Tramandare i testi di generazioni diverse, significa dare ai piu’ giovani un patrimonio di esperienze e di parole che possono far emergere ideali dimenticati o sopiti . Luca ,con la sua straordinaria bravura e sensibilita’ ci ha convinti del fatto che rivisitare il passato e’ un bene per il presente.

  2. Un disco molto bello, reinterpretazioni mai scontate di canzoni che malgrado l’eta` sono tremendamente attuali. Su tutte, spiccano i pezzi di Lolli e Bertoli.

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