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Luca su Il Resto del Carlino

Posted in Rassegna stampa con i tag , , , , , on Settembre 28, 2009 by sadjack

CARBONI3%20copiaVi proponiamo un articolo-intervista a Luca,apparso sul Resto del Carlino in occasione dell’appuntamento di Savignano (Poesia Festival n.d.r.),andato inscena lo scorso 25 Settembre.

Modena, 25 settembre 2009 – HA APPENA festeggiato 25 anni di carriera con un album, Musiche ribelli, che lo ha rilanciato sulla scena musicale per la gioia dei suoi fan. Luca Carboni, il cantautore bolognese di “…intanto Dustin Hoffman” non sbaglia un film e “Ci vuole un fisico bestiale”, questa sera sarà ospite, per la prima volta, del Poesia Festival con un incontro dal titolo «La poesia e la canzone» al Teatro ‘La Venere’ di Savignano alle 19. “Sarà un’occasione per riflettere su un dibattito che va avanti da secoli: trovare il punto di contatto tra poesia e parola cantata, apparentemente due strumenti di comunicazione diversi, ma in realtà molto simili”.

Che peso ha la parola per un cantautore, nasce prima o dopo rispetto alla musica?
“Nella mia scrittura generalmente nasce prima la musica, che determina la metrica e fa tirare fuori concetti e contenuti. La musica dà loro una struttura, dà voce a un’urgenza che è dentro di me”.
Quanto c’è di autobiografico nelle sue canzoni?
“C’è tanto, le cose che uno scrive sono figlie della propria esperienza e delle proprie intuzioni. Anche nel raccontare le esperienze altrui, si esprime sempre il proprio punto di vista”.

Per il poeta Milo De Angelis la nascita della parola poetica è un processo intimo e travagliato, è così anche per lei?
“Certamente molto intimo, a volte può essere anche travagliato, ma nella maggior parte dei casi per me è un meccanismo liberatorio, come trovare finalmente una porta che riesci ad aprire su qualcosa che è dentro di te da molto tempo”.

Il musicista e il poeta hanno ancora un ruolo sociale?
“L’arte in genere ha un ruolo sociale, il fatto stesso di svelare agli altri un’umanità sconosciuta fornisce degli strumenti per conoscere meglio la nostra società. La canzone, poi, ha il potere di sollecitare la sensibilità del pubblico su certi temi”.

Con quale artista le piacerebbe o le è piaciuto duettare? Domani duetterò con Riccardo Sinigallia, artista che stimo molto. In passato ho avuto una bellissima collaborazione con Lorenzo (Jovanotti) che non era figlia del marketing, ma di una vera affinità artistica”.

Com’è stato il concerto di quest’estate in piazza Grande a Modena?
“Bellissimo, credo ci fossero circa 10mila persone. La piazza era davvero ‘aperta’ a tutti”.

Ma dica la verità, si emoziona ancora quando sale sul palco?
“Sempre, è una cosa a cui non ci si abitua mai. Per fortuna emozionarsi ed emozionare, nel nostro mestiere, non diventa mai una routine”.

Serena D’Urbano

“Il nuovo album entro fine anno”

Posted in News, Rassegna stampa con i tag , , on Luglio 26, 2009 by sadjack

Intervista rilasciata da Luca al sito AllaRadio.org in occasione della tappa modenese del tour estivo di Musiche ribelli.Luca per l’occasione annuncia l’uscita del nuovo album probabilmente per la fine dell’anno!

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In occasione della tappa modenese del tour di Luca Carboni, abbiamo incontrato il cantautore bolognese, il quale ci ha parlato dell’ultimo album “Musiche ribelli”, del suo passato di uomo e artista e dei prossimi progetti.
Luca, quando nasce l’idea di incidere un album di cover anni 70?
Erano anni che pensavo di raccogliere in un unico disco brani che mi sono rimasti nel cuore e che hanno segnato la mia infanzia. In genere non amo il concetto di cover. Tutto però è nato ascoltando l’album “Fleurs” di Battiato. Lo scorso anno, all’Isola d’Elba, io e Riccardo Sinigallia ci siamo messi a lavorare e abbiamo inciso questo cd. E’ il mio omaggio alla canzone d’autore e alle mie radici musicali.
Cosa ha rappresentato quel decennio per te?
Ricordo che i miei genitori facevano sempre ascoltare a me e ai miei fratelli più grandi le canzoni dei grandi cantanti italiani dell’epoca. Mio padre, poi, insisteva per farci studiare pianoforte. Con questo disco ho voluto ripercorrere quel periodo personale ma anche dare un segnale alla nostra musica. Credo che negli ultimi dieci anni in Italia si sia prodotto solo musica di intrattenimento. Oggi non ci sono più testi e melodie che raccontato stralci di vita reale.
Nell’album “Musiche ribelli” troviamo pezzi di De Gregori, Guccini, Dalla, Battiato, Jannacci…C’è qualche cantautore che ha escluso a malincuore?
Ce ne sono parecchi. Ad esempio Fabrizio De André. All’inizio ho provato ad interpretare la sua “Via del Campo” ma non ne sono rimasto entusiasta. Non volevo rovinare questa canzone meravigliosa. Stesso discorso per Pino Daniele che io apprezzo molto. Un bolognese che tenta di cantare in napoletano non è il massimo.
Tra gli artisti a cui lei rende omaggio ci sono due modenesi: l’indimenticabile Pierangelo Bertoli e Francesco Guccini. Che rapporto ha avuto con loro?
Non ho avuto l’onore di conoscere personalmente Bertoli. Ricordo che a 17 anni, quando suonavo con la mia band, sono andato a Sassuolo per cercare casa sua e per fargli ascoltare qualche mio pezzo. Ma non lo abbiamo trovato quel giorno. Ho assistito a molti suoi concerti. Con Guccini, invece, c’è un’amicizia profonda. Ho frequentato con lui, Lolli e Dalla, la famosa Osteria da Vito in centro a Bologna. Il luogo di ritrovo degli artisti bolognesi.
Dopo la tournée nei teatri, ora è la volta delle piazze. Che tipo di live performance proponi?
Il concerto è diviso in due parti. Durante la prima io e la mia band storica proponiamo le canzoni dei big della musica italiana degli anni settanta; nella seconda ci cimentiamo coi brani del mio repertorio, soprattutto quelli degli anni ‘80 e ‘90. Duetto spesso con Riccardo Sinigallia.
Progetti per il futuro?
A settembre tornerò a lavorare al mio prossimo album di inediti. Dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Ci sono già diversi brani pronti.

Luca Carboni su Donna Moderna

Posted in Rassegna stampa con i tag , , on Luglio 23, 2009 by sadjack

Intervista a Luca Carboni apparsa sul sito della rivista Donna moderna risalente allo scorso 17 Giugno.Le domande spaziano dall’ultimo album Musiche ribelli al lungo tour estivo che vede il cantautore bolognese protagonista.

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Luca Carboni sarà una delle presenze costanti di quest’estate. E non solo perché qualche anno fa ha scritto Mare Mare Mare. Il suo album Musiche Ribelli ha già lasciato un segno. Tant’è che le sue date dal vivo raddoppiano. L’abbiamo disturbato nella sua Bologna, in un caldo pomeriggio di giugno.

Cosa vuoi che non ti chieda, Luca?
Beh, ultimamente si sprecano le domande su mio figlio. Sai, a me piace parlare della mia musica.
Ma Come? Questo è il sito di Donna Moderna! Pensavo di chiederti solo ed esclusivamente cose su tuo figlio. Vabbè. Allora parliamo del tour di Musiche Ribelli. Sta andando bene mi pare.
Si: abbiamo appena finito la prima fase, quella teatrale. Ora stiamo cominciando la seconda fase, quella all’aperto, nelle piazze, nei campi sportivi. Sul palco con me c’è anche Riccardo Sinigallia (cantautore e produttore romano). Ho diviso ogni concerto in due parti. La prima è quella che riguarda la mia attività dal 1984 ad oggi; la seconda è quella legata a questo ultimo album in cui io e Riccardo rivisitiamo canzoni di cantautori degli anni 70.
Il tuo album, uscito da diversi mesi, si intitola Musiche Ribelli. Perché sono ribelli queste musiche?
Perché avevano dentro tematiche molto forti raccontate con un linguaggio che ha rivoluzionato la nostra canzone. Basti pensare a Eppure Soffia di Pierangelo Bertoli, del 1975: la prima canzone dedicata all’ambiente.
La musica dovrebbe puntare meno al pop di intrattenimento e raccontare qualcosa in più delle nostre inquietudini.

Anche Morgan ha fatto un album in cui ricanta canzoni di cantautori anni 60 e 70. Vi siete messi d’accordo?
Ogni artista deve fare i suoi esperimenti. Credo che la cosa più importante sia lasciare una traccia.
Silvia Lo Sai era una “musica ribelle”?
Quando l’ho scritta non mi sono chiesto se era una musica ribelle. A posteriori, è una canzone che porta avanti, con un linguaggio nuovo, i vecchi insegnamenti dei cantautori anni 70, quelli che raccontavano la verità del nostro tempo.
Ora questa cosa la fanno solo gli artisti rap.

Come Fabri Fibra, per esempio?
Ecco, lui mi piace molto.
Ma disegni ancora? Ricordo Autoritratto, un tuo libro di qualche anno fa con le tue illustrazioni.
È una passione che va avanti parallelamente alla musica, che serve a me per crescere, più che per pubblicare.
Vivi ancora a Bologna? Se ne sentono di cotte e di crude su questa città. Tu come ti trovi?
È ancora una città molto bella in cui vivere. Soprattutto per un giovane è molto stimolante, c’è l’Università, tanta gente che vive la notte. Ma non è una metropoli, quindi è molto facile anche ri-incotrarsi.
E ora parliamo di tuo figlio.
(pausa)
(ride)

Lui è fonte di ispirazione per te?
Sicuramente un figlio che sta crescendo ti spinge ad avere occhi e antenne puntati verso il futuro, per guardare il mondo che vivrà lui. Quindi ti spinge ad essere ancora più immerso nel tempo attuale.
Quanti anni ha ora? Ascolta già musica?
Ha 10 anni. Non ascolta ancora in modo consapevole. È dai 14 anni in su, come è successo a me, che la musica può diventare qualcosa in cui trovare dei maestri. Prima di allora è difficile.
Mi risulta che tuo figlio non guardi la tv, quindi ha molto tempo per ascoltare musica (frequenta la scuola steineriana n.d.r.)
Questa era una scelta che è durata fino ai suoi 7/8 anni di vita. Ora la sta guardando. Io non l’ho guardata fino a 10/11 anni, i miei non l’avevano. Tutti i miei compagni di classe l’avevano.
Vai anche tu al bar a chiacchierare con i ragazzi?
Si, quando ho il tempo mi piace parlare con la gente e capire bene come vanno le cose.

Valeria Sgarella