Vi proponiamo un articolo-intervista a Luca,apparso sul Resto del Carlino in occasione dell’appuntamento di Savignano (Poesia Festival n.d.r.),andato inscena lo scorso 25 Settembre.
Modena, 25 settembre 2009 – HA APPENA festeggiato 25 anni di carriera con un album, Musiche ribelli, che lo ha rilanciato sulla scena musicale per la gioia dei suoi fan. Luca Carboni, il cantautore bolognese di “…intanto Dustin Hoffman” non sbaglia un film e “Ci vuole un fisico bestiale”, questa sera sarà ospite, per la prima volta, del Poesia Festival con un incontro dal titolo «La poesia e la canzone» al Teatro ‘La Venere’ di Savignano alle 19. “Sarà un’occasione per riflettere su un dibattito che va avanti da secoli: trovare il punto di contatto tra poesia e parola cantata, apparentemente due strumenti di comunicazione diversi, ma in realtà molto simili”.
Che peso ha la parola per un cantautore, nasce prima o dopo rispetto alla musica?
“Nella mia scrittura generalmente nasce prima la musica, che determina la metrica e fa tirare fuori concetti e contenuti. La musica dà loro una struttura, dà voce a un’urgenza che è dentro di me”.
Quanto c’è di autobiografico nelle sue canzoni?
“C’è tanto, le cose che uno scrive sono figlie della propria esperienza e delle proprie intuzioni. Anche nel raccontare le esperienze altrui, si esprime sempre il proprio punto di vista”.
Per il poeta Milo De Angelis la nascita della parola poetica è un processo intimo e travagliato, è così anche per lei?
“Certamente molto intimo, a volte può essere anche travagliato, ma nella maggior parte dei casi per me è un meccanismo liberatorio, come trovare finalmente una porta che riesci ad aprire su qualcosa che è dentro di te da molto tempo”.
Il musicista e il poeta hanno ancora un ruolo sociale?
“L’arte in genere ha un ruolo sociale, il fatto stesso di svelare agli altri un’umanità sconosciuta fornisce degli strumenti per conoscere meglio la nostra società. La canzone, poi, ha il potere di sollecitare la sensibilità del pubblico su certi temi”.
Con quale artista le piacerebbe o le è piaciuto duettare? “Domani duetterò con Riccardo Sinigallia, artista che stimo molto. In passato ho avuto una bellissima collaborazione con Lorenzo (Jovanotti) che non era figlia del marketing, ma di una vera affinità artistica”.
Com’è stato il concerto di quest’estate in piazza Grande a Modena?
“Bellissimo, credo ci fossero circa 10mila persone. La piazza era davvero ‘aperta’ a tutti”.
Ma dica la verità, si emoziona ancora quando sale sul palco?
“Sempre, è una cosa a cui non ci si abitua mai. Per fortuna emozionarsi ed emozionare, nel nostro mestiere, non diventa mai una routine”.
Serena D’Urbano























