SPECIALE PERSONE SILENZIOSE – CREDITS
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjackLuca,persona silenziosa
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Persone Silenziose è un disco che è venuto fuori in un momento particolare della mia vita artistica poiché è il disco che è uscito subito dopo il grande successo popolare che avevo avuto con l’album precedente che mi aveva fatto vivere una nuova emozione,una trasformazione della mia vita che in qualche modo forse mi ha dato tanta gioia ma che mi ha fatto anche riflettere e mi ha anche “spaventato”.Un momento particolare sia della mia vita personale che artistica e non a caso è venuto fuori un album molto diverso dal percorso di successo che sembrava partito con Intanto Dustin Hoffman fino ad arrivare al terzo album Luca Carboni,perché Persone Silenziose è risultato album molto più intimo e che tornava quasi ad una radice molto più cantautorale ma in cui allo stesso tempo ho fatto anche degli esperimenti musicali. E così nello stesso disco andavano a braccetto la ricerca di un nuovo tipo d’intimismo sia nei testi che nelle melodie e alcuni meccanismi molto classici cantautorali come per esempio il musicare una poesia famosa come quella di Prevert così come aveva già fatto Fabrizio De Andrè con l’Antologia di Spoon River,insomma Persone Silenziose è stato un album di sterzata rispetto agli standard dei miei primi tre lavori.
Ho dei ricordi molto precisi di questo disco in quanto ci sono varie cose che sono successe intorno alla sua nascita:intanto quello è stato l’album per registrare il quale sono entrato per la prima volta nello studio di Mauro Malavasi senza però lavorare con lui,dopo tre dischi registrati alla storica Fonoprint di Bologna,mentre lo studio di Mauro in quel periodo era appena stato aperto,quindi una dimensione di lavoro e un’atmosfera completamente nuova per me;con Persone Silenziose inoltre sono uscito dalla produzione artistica di Roberto Costa e mi sono trovato a coprodurre il disco insieme a Bruno Mariani che è un grande chitarrista e che aveva suonato nei miei dischi precedenti ma con il quale non avevo mai impostato un lavoro di produzione.Quindi è stato un album di grande novità anche nella sua costruzione,non a caso è un disco che ha sonorità diverse dai tre precedenti proprio perché c’era tutta una serie di meccanismi nuovi,musicisti diversi,fonico diverso,studio diverso e la voglia di cercare di vivere una nuova esperienza.Sentimentalmente è stato un album molto importante per me,perché ha segnato anche l’incontro con Marina,la persona che sta ancora con me,di conseguenza ricordo quel periodo anche da questo punto di vista con molto piacere poiché l’ho vissuto in studio anche con lei che in qualche modo è stata un po’ fonte d’ispirazione e anche di consigli di produzione.

Mentre stavo scrivendo Persone Silenziose,avevo conosciuto il fotografo Luigi Ghirri.Ero stato in precedenza ad alcune sue mostre,poi conoscendoci ci siamo anche incontrati e frequentati,nonostante lui non fosse di Bologna ma di un paesino vicino Reggio.Quando si è trattato di pensare alla copertina dell’album,ho pensato di fare alcune foto,un servizio fotografico con lui e magari utilizzare una sua foto per la copertina del disco che avevo appena finito di scrivere.Una volta realizzato il servizio però,avevo la sensazione che il disco avesse bisogno di qualcosa di diverso e così un giorno durante i lavori di mixaggio,guardando un po’ tutti i miei schizzi che facevo ai margini dei fogli dei testi,mi è venuta l’idea di andare a recuperare tutti questi disegnini e di proporre a Luigi di lavorare graficamente su queste bozze.Insieme a lui e a sua moglie provammo a mettere insieme questo puzzle che alla fine convinse tutti,nonostante le iniziali perplessità “da fotografo” di Luigi e la voglia da parte mia di omaggiare comunque la sua arte fotografica.Alla fine si scelse la strada più originale dei disegnini in copertina e si decise invece di utilizzare le foto all’interno dell’album.
In Persone Silenziose c’è molto di me,lo ritengo molto autobiografico e le persone di cui si parla nei testi sono persone che in qualche modo fanno parte di me e che penso di comprendere,che possono riassumersi nella mia sensibilità.
Primavera è senz’altro una delle canzoni autobiografiche,legata ai miei ricordi,all’emozione della primavera nella mia città,il ricordo di frasi di mia madre,il mio modo di guardare il mondo e le cose.
Te che non so chi sei è una canzone su un’altra parte di me,delle paure che potevo vivere in quel momento nelle riflessioni proprio legate alla trasformazione che la mia vita in quel momento aveva subito in modo dirompente e traumatico.
Ci sono canzoni come Le case d’inverno in cui ci sono sensazioni legate ai ricordi della mia infanzia,della casa dei miei.Il brano Persone Silenziose invece è dedicato a tutti coloro che in qualche modo sento che sono simili a me,almeno in una parte molto profonda di me.
Purtroppo questo non è stato un disco tanto suonato dal vivo e l’ho abbastanza trascurato nel tempo visto che le uniche canzoni suonate più spesso sono state essenzialmente Primavera,Persone Silenziose e I ragazzi che si amano.Un po’ mi dispiace di non averle eseguite live,però spesso ho lasciato da parte questi brani perché risultano molto intimi e molto difficili anche da realizzare e che possono dal vivo perdere il loro potere emotivo che invece traspare dal disco.Ci sono brani che preferisco non suonare nei concerti solamente per il fatto che li affronto con un certo pudore e se non vengono esattamente come li ho in mente preferisco lasciarli da parte.Devo dire che,facendo un excursus, mi è dispiaciuto forse nei momenti piano-voce non aver cantato spesso Le case d’inverno che è un pezzo che mi piace particolarmente e lo suono spesso a casa al pianoforte,oppure Solo un disco che gira, che è un pezzo che può risultare forte dal vivo anche come possibilità di arrangiamenti e comunque credo che da qui in avanti inserirò più canzoni di quest’album nei prossimi concerti.

Il Persone Silenziose Tour ha segnato la novità per me di immergermi nel concerto in un modo nuovo,come nei tour precedenti non accadeva.E’ stato infatti il mio primo tour prettamente teatrale mentre in quelli precedenti eravamo partiti dalle discoteche,per passare poi ai teatri,ai palazzetti e così via,in una soluzione molto più ibrida rispetto a quella che è stata per il tour del 1990.Quello di Persone Silenziose è stato quindi il primo tour per il quale mi sono trovato per la prima volta a curare anche l’aspetto scenografico,cosa che non avevo mai fatto prima,un’altra esperienza nuova che mi ha dato tante soddisfazioni ed era quasi fin troppo teatralizzato visto che c’era attenzione non solo alla musica e agli arrangiamenti,ma anche a creare in qualche modo una “storia” sul palco.
Per finire,posso dire che Persone Silenziose è stato un disco che risultò per scelta mia meno facile,ma era il disco che sentivo in quel momento e che deluse le aspettative della casa discografica perché vendette un po’ meno del disco precedente,quindi suscitò anche un po’ di perplessità,sembrava quasi un passo indietro in quel momento,invece a distanza di anni rimane forse uno dei dischi più amati tra tutti quelli che ho pubblicato,questo per dire che a volte il risultato immediato non è per forza la cosa assoluta da ricercare.Pensavo di aver pubblicato qualcosa d’importante,ma non ho avuto un grande riscontro nell’immediato,anche nelle radio,all’epoca, i singoli passarono in rotazione molto poco poiché non erano considerati nemmeno tanto radiofonici,ma alla fine Persone Silenziose è stato uno degli album che è arrivato più in profondità;delle volte nel proprio percorso musicale si subiscono condizionamenti esterni in nome del successo immediato,invece molte volte le cose hanno bisogno di un loro percorso e questo è forse il più importante insegnamento che questo disco mi ha trasmesso.
Luca Carboni.
Quante verità
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Tratto dal Persone Silenziose Tour,Acireale,2 Agosto 1990.
Cesare,persona silenziosa
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Persone Silenziose è un bellissimo ricordo , anche perchè fu il primo progetto importante della mia carriera,fui consigliato a Luca da Foffo Bianchi,con il quale avevo già lavorato in altri progetti.E’ senza dubbio un grande disco con dei testi che trovo ancora oggi molto coinvolgenti e profondi; ricordo Luca molto concentrato e molto sicuro dell’idea del disco che aveva in mente,
( probabilmente più complesso e difficile del disco precedente ) e che difendeva ogni giorno nel momento degli ascolti con i suoi collaboratori e produttori; poi ricordo un clima molto collaborativo tra tutto il team, tra i quali figuravano grandi personaggi della musica italiana come Foffo Bianchi, Bruno Mariani, Fulvio Mancini.
Veramente bei tempi !!
Cesare Chiodo,basso-stick bass in Persone Silenziose.
Daniele,persona silenziosa
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Sono passati 20 anni ed i ricordi sfumano. Di quell’album mi colpirono soprattutto le atmosfere raffinate e magiche create dagli arrangiamenti di Bruno Mariani. E’ stato un disco un po’ anomalo rispetto alle produzioni precedenti e successive, probabilmente anche poco capito dal pubblico. Al primo ascolto non era facile né immediato, però lo ritengo uno degli album più belli ed intensi di Luca.
Per quanto riguarda il tour che seguì l’uscita del disco ricordo solamente che fu piuttosto lungo: partì in teatro nel marzo del 1990 con una quarantina di date e proseguì con il tour estivo da luglio a settembre con altre cinquanta date circa. Come me lo ricordo? Conservo ancora i book della produzione!
Un breve aneddoto su quel tour:la scenografia sul palco prevedeva una piattaforma rotonda girevole, azionata da un motore elettrico, al cui centro era sistemato il microfono e sulla quale Luca doveva salire durante il brano “Solo un disco che gira”.
Poichè il microfono era col filo i tecnici,prima dello spettacolo,erano incaricati di far girare la piattaforma in senso contrario di qualche giro per permettere poi al cavo di srotolarsi. Evidentemente una sera si sono dimenticati e Luca, mentre girava sulla piattaforma, si è trovato legato al collo il cavo del microfono! La scena era questa: nel mezzo giro in cui era rivolto verso il pubblico, cantava e sorrideva come se niente fosse; quando era girato verso di noi aveva la faccia disperata come per dire: “fate qualcosa!!!!”.
Volete sapere com’è lavorare con Luca? Beh, ci siamo conosciuti in una cantina polverosa prima ancora che uscisse il suo primo disco, quando ancora a farci suonare erano solo i teatrini parrocchiali di Bologna. Fino al 1995, anno in cui sono uscito dalla band, abbiamo percorso la stessa strada. L’ho sempre considerato più come un amico che un datore di lavoro, per cui fare musica insieme e raggiungere dei risultati importanti è stato per me il massimo di ciò che un musicista può desiderare.La memoria di quel periodo è inevitabilmente viziata dalla nostalgia, ma sicuramente sono stati gli anni più belli.
Daniele Bruno,tastiere in Persone Silenziose Tour.
Mirco,persona silenziosa
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Per fare le mie considerazioni e dirvi cos’è per me Persone Silenziose devo fare un flash back di molti anni fa, e nello specifico, di due anni prima l’uscita dell’album.Siamo nel 1987, ho 13 anni. La musica allora non era così importante per me come lo è ora. E pensare che studiavo già pianoforte da anni.. I miei coetanei passavano giornate intere alla radio, ascoltando le “trasmissioni di dediche a richiesta”. Io no. In quell’anno mi iscrissi ad un campo scuola organizzato dalla mia parrocchia. Era luglio quando partimmo. Da quell’esperienza cambiò tutto per me: il merito fu di un ragazzo che, in pieno stile anni ’80, andava in giro per le stanze e per i locali della struttura che ci ospitava con in spalla un mega stereo con la musica a tutto volume. Si fermava poi in giardino e, quando si era radunata un po’ di folla,faceva suonare le sue preferite. Era l’anno di Vasco, del grande album “C’è chi dice no”. Ma era anche l’anno di Luca e del suo Luca Carboni. La prevalenza della playlist del tipo era incentrata sull’album di Vasco (rimasi ammaliato da quell’album, ad oggi, secondo me, uno dei migliori da lui realizzati per testi, musiche e arrangiamenti).. ma poi si inseriva sempre una ballata che mi stregò: Farfallina.Tornato a casa da quel campo scuola corsi subito a cercare il mio piccolo registratore a cassetta e corsi a comprare appunto “C’è chi dice no” e “Luca Carboni”. Da quel giorno, potevo considerarmi anch’io uno di quelli incollati alla radio ad ascoltare canzoni.Il mio scarso interesse per la musica mi aveva indotto in un primo momento a pensare che Farfallina fosse di Vasco! Assodato che fosse invece Luca, iniziai ad andare a ritroso, recuperando i suoi primi album. Mi accorsi che per me Luca non era così estraneo e che, in passato, avevo “distrattamente” ascoltato molte sue canzoni.Questa premessa era d’obbligo per farvi capire, dopo la scoperta di un album meraviglioso come quello del 1987 e dopo aver scoperto quest’artista che “parlava la mia lingua” e raccontava “le mie emozioni”,quanta voglia avessi di stringere tra le mani un prodotto nuovo, da guardare e soprattutto da ascoltare.Finalmente venni a sapere dell’uscita del nuovo album, grazie al magazine “Tutto, musica&spettacolo” che divenne un mio punto di riferimento per l’informazione musicale. Non vedevo l’ora. Ricordo che dopo la scuola e i compiti uscii per andare nel mio negozio di fiducia. Fuori c’era tempo brutto e iniziava a piovere. Rientrato a casa era ormai calata la sera. Salii nel mio studio che il sant’uomo di mio padre aveva da poco finito di realizzare: una sala in mansarda isolata acusticamente, in cui avevo portato il mio stereo, le mie tastiere, il pianoforte. Il mio rifugio privato. Avevo acceso il caminetto (eh, si c’era anche quello nella mia stanzetta!) e iniziai finalmente l’ascolto. Come di rito ormai, ero seduto sul divano e cominciavo a sfogliare l’interno della cassetta: mi piace leggere fino in fondo tutto ciò che è scritto su i libretti (un po’ come i crediti finali di un film al cinema)! Mi piace leggere chi ha fatto parte del progetto, chi ha suonato nel disco, quali strumenti ci sono.

Il primo brano,Primavera,avrebbe fatto da apripista ad un album che ha solcato il mio cuore e che ancora oggi rimane uno dei più cari di Luca. Rimasi subito rapito da Primavera, in particolare mi colpirono molto le voci dei bimbi sul reprise musicale, con il fischio di Luca: un’atmosfera che ti rapisce e ti fa davvero entrare nel quadro dipinto dalla canzone. Già, una particolarità di quest’album è proprio questa: molte di queste canzoni sono dei veri e propri quadri d’autore. Le parole di Luca lasciano l’impronta sulla tela del brano. Questo album è un vero e proprio album cantautoriale: poetiche altissime, musiche incantevoli, arrangiamenti curatissimi. Amo questo album, in tutte le sue sfaccettature. Il mio ascolto proseguiva. Rimasi senza fiato su Te che non so chi sei, un capolavoro secondo me. Tornando sul fatto di canzoni come dipinti, vogliamo parlare de Le case d’inverno?! Basta chiudere gli occhi, ascoltare in silenzio le parole e quella musica, e si viene proiettati in un pomeriggio invernale. Frasi, aggettivi, parole, tutto inserito alla perfezione per creare un piccolo capolavoro. La luce “giallognola e amara”, la “madre che stira”, la “cucina delle case d’inverno”.. meravigliosa.Non mi soffermo oltre sulle altre canzoni, ci sarebbe da parlare ore e ore. La bellezza e l’unicità di questo album sta proprio nel linguaggio di Luca: questo album mi segnerà e mi legherà a Luca con un filo che ancora oggi è presente. Luca esprimeva con le sue parole ciò che io sentivo, ma che non ero capace di dire. Sentimenti, pensieri, stati d’animo che io, da persona silenziosa, ero abituato a tenere dentro, Luca sapeva come esteriorizzarli, con semplicità, vincendo la mia e la sua timidezza.Luca, inconsapevolmente, mi è stato vicinissimo con questo album, nella mia adolescenza, nelle mie paure e timidezze di quei tempi. Quando avevo voglia di sognare, bastava prendere la cassettina di Persone Silenziose e venivo proiettato nella “mia” dimensione.La canzone che coronava tutto ciò che ho appena detto fu proprio Persone Silenziose perché parlava di quei silenzi, di quegli occhi abituati ad ascoltare, occhi che hanno un amplificatore… che erano propri del mio essere. Luca ha voluto omaggiare con questa canzone quanti erano e sono come lui, quanti vivono le sensazioni e le emozioni come lui.Non a caso, anni dopo, il progetto del mio sito si chiamò proprio così: Persone Silenziose.it

Le mie prime pagine e i primi contatti li ho avuti con un sito che non aveva un dominio registrato. Con il crescere dei contatti e della community pensai in qualche modo di “ufficializzare” la community. Chiesi agli utenti di allora i loro pareri. Molte furono le proposte, e le migliori furono messe in un sondaggio. In lizza c’erano se non ricordo male “mondo carboni”, “diario carboni”, “lacasadiluca” e “personesilenziose” per l’appunto, proposto da me.Il sondaggio fu unanime e, in fondo, confermò quello che speravo. Chiamare la community “Persone Silenziose” oltre che un omaggio ad un album splendido di Luca, era in qualche modo identificare il pubblico di Luca, il loro modo di essere, era insomma riconoscersi nei soggetti così tanto ben ritratti da Luca in quell’album.Così fu, e poco tempo dopo, in uno dei miei primi incontri con Luca, mi chiese il perché avessi voluto chiamare il sito proprio così. La spiegazione è quella che ho dato a voi, Luca mi sorrise compiaciuto.
Questo è quanto, non voglio andare oltre. Molte persone amano il Luca rock, il Luca elettronico, ruvido. Io certo, lo amo per tutto ciò che sin’ora ha fatto, ma per me Luca è soprattutto il grande poeta e cantautore che ha dato vita ad un album così unico, a canzoni così reali, autentiche perle, autentici ritratti di noi, persone silenziose.
Mirco Di Marcello,Personesilenziose.it
Te che non so chi sei
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Tratto dal Persone Silenziose Tour,Acireale,2 Agosto 1990.
Mauro,persona silenziosa
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Il Persone Silenziose Tour fu uno dei più lunghi in fatto di date e molto stressante sotto l’aspetto psicofisico.Abbiamo suonato in più di cento date fra teatri e spazi all’aperto.Io in quel tour suonavo anche la chitarra midi che passava dentro un campionatore ed eseguivo anche parti da tastierista,data la complessità degli arrangiamenti,infine avevo anche una chitarra acustica fissa su un trespolo per alternarla all’elettrica nel brano Quante verità.
Mauro Patelli,chitarra in Persone Silenziose Tour.
Parola all’esperto: Gino Castaldo
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CAMERETTA CON VISTA
In virtù di quelle strane alchimie che solo di tanto in tanto legano efficacemente un prodotto musicale al suo tempo, si può dire che Luca Carboni abbia centrato miracolosamente un obiettivo che era sfuggito a molti, ovvero quello di dar voce, canzonettisticamente parlando, alle nuovissime generazioni, quelle diseredate dalla storia, prive di eroi, di grandi bandiere ideologiche. Un vuoto grave, fino a qualche tempo fa riempito per fattori inerziali dagli stessi autori che avevano così bene interpretato e cantato le grandi crisi degli anni Settanta. Si aspettava da tempo un nuovo profeta, e alla fine, dalla porta di servizio è arrivato Luca Carboni, ottocentomila pezzi venduti del suo precedente lavoro, con un exploit discografico che non ha molte possibili spiegazioni razionali. Ci si è così resi conto che se di profeta c’ era bisogno, non poteva che essere come lui, ovvero un non-profeta, naif, soavemente smarrito, con una sola evidente bandiera che è quella della fragilità e della tenerezza, ammirevole casomai per il coraggio di cantare senza pudori i sentimenti più semplici, più delicati. Aggiungiamo a questo un volto schietto, pulito, tratteggiato da segni di malinconica sensibilità, e il gioco è fatto. Legioni di ragazzi si sono amabilmente riconosciuti nelle sue canzoni, e Carboni ha d’ un balzo superato quella pericolosa zona di mezzo in cui si sono infrante le speranze di decine di giovani promesse della canzone. Ed è un processo certamente destinato a continuare, almeno a giudicare dal suo nuovo album (Persone silenziose, ed. Bmg), che a tutti gli effetti sembra un punto di arrivo, il più completo e rifinito tra i dischi che ha realizzato finora. In questo nuovo album sembra un ragazzo che comincia a padroneggiare i suoi sentimenti, più sicuro della sua insicurezza, capace infine di alzare la testa al di fuori dei confini della sua cameretta adolescenziale e guardare il mondo, con sguardo trasognato, ma anche critico, con visioni dolenti di madri chine sul lavoro domestico, di ragazzi che si amano e non hanno il tempo di farsi rappresentare dai media, coi turbamenti dolceamari di un giovane che cresce in un mondo così incomprensibile, ma anche con i barlumi di una speranza del vivere che nasce da una dolcezza di fondo, da un sentimento di coscienza delle piccole cose del quotidiano. Ascoltare per credere la grazia con cui ha arrangiato e cantato il pezzo Persone silenziose, quello che maggiormente ambisce ad un punto di vista più adulto, più universale sulle cose del mondo. E anche la rabbiosa invettiva di Il punto contro tutti i fratelli maggiori, contro quelli che credono di avere la verità in tasca, la furbizia e il cinismo di chi si è fatto da sé. Saltando liberamente da quadretti di amori giovanili che si consumano all’ ombra della retorica mediologica, tra frammenti di incomunicabilità contemporanea, tra verità ingenue ma ammalianti e squarci di apprezzabile e rarefatta poesia, Luca Carboni sta sempre di più conquistando il posto e il ruolo della nuova vera voce della canzone d’ autore italiana, aiutato in questo da una voce che possiede spontaneamente il prezioso dono della credibilità. Chi sottovalutasse questa voce, bollandola di irrilevante ingenuità commetterebbe un grosso errore. Piaccia o meno, Carboni è il primo cantatutore di una nuova generazione, il primo che sia riuscito ad entrare nel cuore dei giovanissimi con del materiale non nuovo nello stile, che anzi risente fortemente dello stile dei cantautori classici, ma sicuramente nello spirito. Forse ci si dovrebbe aspettare qualcosa di più avanzato da un cantautore che musicalmente è figlio degli Anni 80, ma al di là di queste considerazioni stilistiche quello che conta è che i giovani hanno riconosciuto in lui una voce capace di rappresentarli, almeno in parte, che è già una gran cosa. E’ solo un disco che gira dentro a una stanza, due casse che sbatton sulla libreria. E’ solo un attimo, è solo un brivido, come recita il testo di una delle canzoni di questo nuovo album. Certo, è solo un disco, ma ormai dopo tanti anni di canzone d’ autore abbiamo imparato a capire come quando un autore riesce a cogliere anche solo un piccolo pezzo di verità, non possiamo ignorarlo, perchè in questo caso non è solo un disco.
Gino Castaldo,giornalista de La Repubblica,2 Dicembre 1989.
Tiziano,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Il disco di Luca Persone Silenziose,è uno di quelli che mi hanno indotto a fare questo mestiere.
Tiziano Ferro,cantautore,intervista a La Stampa 25/08/2006.
Primavera
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Primavera,video ufficiale.
Riccardo,persona silenziosa
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Mi ricordo una sensazione forte che accompagnò l’arrivo di Primavera:era per me una specie di punto interrogativo su chi fosse questo cantautore ma che in verità sottintendeva la stessa domanda su me stesso.Cosa mi piaceva davvero? La pantomima del rock senza comprenderne il significato (ammesso che ce ne fosse sempre uno) ,i gesti affascinanti delle tante band vecchie e nuove che si affacciavano nelle mie orecchie in quegli anni, oppure questa strana, sorda e forte emozione che già mi aveva colpito in modo così diretto, forse anche molto per il suo successo precedente ma che adesso mi presentava Luca definitivamente e senza più dubbi – o forse coi tanti dubbi che suscitava – come un interlocutore, un riferimento gentile, dannato e involontario.
Parlo della mia potenza percettiva e della mia debolezza nel razionalizzarla,analizzarla,non avendo ancora gli strumenti adatti. E’ bello avere gli strumenti, ma che bello anche non averne!
Le ragazze di cui ero innamorato impazzivano per Luca e forse è stata l’unica volta in cui questo non è stato per me incomprensibile o fastidioso,aldilà del fisico e degli occhi. Luca cantava qualcosa e in un modo e con un tono che io stesso sentivo più o meno fortemente e che mi scuoteva, e Primavera del 1989 è come un quadro in movimento,il ricordo di un momento che forse non ho neanche vissuto: cammino per strada con il ritornello e queste domande nella testa mentre una tempesta di colori olio-acquarello si muovono malinconicamente su uno schermo.
Riccardo Sinigallia,cantautore.
Dario,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Sono molto affezionato e legato a questo disco perchè fu il mio primo acquisto musicale in assoluto.Ricordo che comprai questa cassetta nel periodo sotto Natale del 1989,mi feci questo splendido regalo anche se il regalo più grande ce lo fece lo stesso Luca regalandoci queste splendide canzoni che fanno parte di un album davvero straordinario.
Ero un ragazzino e al primo ascolto fui subito folgorato,rapito e stregato dalla bellissima canzone Primavera il cui video,ricordo,passavano spesso in tv, e mentre l’ascoltavo e guardavo le immagini del video,ricordo che seduto per terra mi capitava di chiudere per un attimo gli occhi e di sognare e immaginare “di andare e scappare dove non ero stato mai..”:questa canzone aveva la capacità di farmi volare e viaggiare,mentalmente mi prendeva
in maniera totale ed io mi facevo cullare dolcemente da lei.
L’altra canzone che mi colpì subito dal primo ascolto fu Te che non so chi sei , ricordo che la ascoltavo sempre a tutto volume nelle cuffiette del mio walkman,di notte nel mio letto,sotto le coperte stretto forte ad un cuscino.
Da una parte m’impauriva ed ero un pò scosso nell’ ascoltarla,dall’ altra invece mi riassicurava.
Ma tutto l’album è un intero capolavoro di emozioni ,sogni e amori,un disco che tratta diversi temi,dall’amore in Estranei e Persone Silenziose,alle parole ironiche e pungenti in Solo un disco che gira e Il punto,dalle dolci malinconie in Le case d’inverno, alle paure e fragilità in Te che non so chi sei e Quante verità, poesia ne I ragazzi che si amano.Nonostante sia stato un disco molto intimo e anche autobiografico di Luca, credo che nello stesso tempo sia stato soprattutto nei testi un album molto vicino ai giovani e ai loro problemi,paure e fragilità adolescenziali.
Credo che molti di noi si siano abbastanza riconosciuti in questi brani,magari Luca cantava ciò che sentiva lui personalmente in quel momento ma nello stesso tempo erano cose che sentivamo anche noi,che sentivamo fortemente anche nostre!
E’ come se lui stesse raccontando e descrivendo veramente quello che stavamo vivendo e sentendo anche noi e che nessun altro cantautore a quei tempi riusciva a dire con parole nostre.
E’ un disco che poi nel tempo e negli anni ho amato e apprezzato sempre di più,il disco della mia adolescenza.Per me è un album davvero magico,difficile da spiegare a parole,sono canzoni che mi sono entrate dentro, nel cuore e nella mente e che rimarranno lì per sempre e ancora oggi a distanza di vent’ anni ogni volta che ascolto questo magico disco riesco ad emozionarmi realmente come se fosse la prima volta.
Grazie Luca
Dario Quintiliano,SadJackGroup.
Antonello,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Il Persone Silenziose Tour fu una delle più entusismanti esperienze della mia carriera:fu ideata da Luca una scenografia meravigliosa dove per effetto di proporzioni sceniche di alcuni oggetti,a volte sembrava lui bambino che cantava i brani dell’album (Geniale !):se si pensa che parliamo degli anni 90,in quel periodo non si vedevano tanti spettacoli musicali curati con questi investimenti scenografici .
In quel tour per la prima volta usammo le “sequnze elettroniche” pilotate dal computer insieme agli strumenti acustici, per quel periodo era un esperimento veramente all’avanguardia (oggi è all’ordine del giorno)…..se ne occupava Ignazio Orlando (l’unico bassista europeo che suona come un Nero), espertissimo programmatore e fonico, ricercatore di sonorità uniche, ed anche arrangiatore.
Un tour costellato di enorme successo di pubblico e di consenso…Bellissimo !!!
L’album ha il pregio di avere Persone silenziose,canzone storica che si attesta fra i brani più importanti e rappresentativi della carriera di Luca, segue Primavera ma non per ordine di importanza..anzi.Le case d’inverno la ritengo, dopo Gli autobus di Notte,la consacrazione di una grandezza “autorale” assoluta,quella che hanno i “Grandi Cantautori”.
Antonello Giorgi,batteria in Persone Silenziose Tour.
Persone Silenziose
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Tratto dal Persone Silenziose Tour,Acireale,2 Agosto 1990.
Paolo,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Devo dire che il periodo relativo al Tour di Persone Silenziose fu molto intenso ed anche a volte faticoso, ma sicuramente piacevole e gratificante. Per quel che ricordo, dopo tanti anni trascorsi, l’atmosfera era (un po’ come accade in ogni evento del genere) un misto di lunghe prove, viaggi, corse, alberghi, pubblico a tratti veramente in delirio, “concerti SI’ e concerti NO”,ragazzine urlanti e osannanti, festose cene dopo-concerto.
Luca era senz’altro un compagno di lavoro molto disponibile, attento e con tante idee interessanti.Una persona profonda e di grande sensibilità.
I concerti furono tanti, si ripetevano ed erano serrati, e il rischio della routine era dietro l’angolo.Ma nonostante questo, ricordo che c’erano alcuni momenti della serata che mi emozionavano sempre: un coro del pubblico, un applauso inatteso o una canzone particolarmente ben riuscita (mi emozionava ogni volta la delicata Gli autobus di notte:”…inutili ma generosi…”).
Ricordo un momento curioso,ma anche particolarmente imbarazzante che ci capitò in teatro.Lo spettacolo iniziava così: tutti al proprio posto in ginocchio a capo chino; apertura del sipario; io per primo mi alzavo (dopo aver ricevuto il “click” per l’inizio in cuffia) iniziando a suonare il cembalo e via via si alzavano tutti gli altri. Bene….si apre il sipario, il pubblico applaude, ma nella mia cuffia il “click” non parte… Che fare? Per un attimo ho pensato di iniziare ugualmente, ma sarebbe stata una grossa responsabilità: avevamo delle sequenze registrate e non avevamo mai provato Primavera senza la base. Mi guardo intorno mentre gli altri a me rivolti mormoravano: “…azz…fai? Perchè non parti?” Il pubblico ci osserva e non succede nulla; dopo un tempo che mi sembrò infinito il sipario lentamente si richiude e tutti vengono a chiedermi spiegazioni, dopodichè capiscono e ci mettiamo tutti a ridere anche per sdrammatizzare l’episodio. Dopo qualche minuto si riapre il sipario e stavolta il concerto inizia regolarmente…..
Approfitto della circostanza per mandare un carissimo saluto a Luca e a tutti gli altri che con me hanno condiviso quella esperienza: e siccome “siculo sono” aggiungo: “Baciamo le mani alle Voscienze Illustrissime Eccellentissime, ah!”
Paolo Caruso,percussioni in Persone Silenziose Tour.
Roberto,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
Di Persone Silenziose posso solo dire che è stata una esperienza che mi ha fatto capire molte cose del music business,di Luca che mi volle nel suo disco nonostante qualche ostruzione da parte della produzione e di Bruno Mariani per la sua pazienza che in quella occasione lo contraddistinse. Quel disco segnò anche il desiderio di trovare una mia strada e dopo il Persone Silenziose Tour,nonostante l’amicizia che mi legava a Luca e a i suoi fedeli musicisti e collaboratori Antonello e Mauro come pure gli altri musicisti con cui lavoravo in quel periodo,sarei entrato a far parte del gruppo Stadio.
Roberto Drovandi,Stadio,basso in Persone Silenziose e Persone Silenziose Tour.
Alessandro,persona silenziosa
Posted in Speciale Persone Silenziose con i tag Luca Carboni, Persone Silenziose, sadjackgroup on Novembre 24, 2009 by sadjack
L’immagine che ricorre spesso nei miei pensieri e che mi riporta al periodo dei primi dischi di Luca,è senza dubbio quella di me,ragazzino,seduto sul sedile posteriore di una vecchia Alfa Sud con accanto mia sorella piccola che chiediamo ai nostri genitori spiegazioni sul mondo,il tutto col sottofondo di un giovane che viene da Bologna,che canta strisciando la “s”.
Era mia madre che contagiava tutti e “imponeva” Luca nello stereo dell’auto ma quando in seguito la mia mente e il mio cuore cominciarono ad aprirsi e a camminare con le loro gambe,ecco che l’imposizione si trasformò in vera passione per le emozioni forti che certe canzoni sapevano trasmettere accompagnando un’adolescenza apparentemente come tante,ma che in cuor mio la resero speciale.
Nel 1989 ero appunto solamente un ragazzino di nove anni e il ricordo sopra citato è forse l’unico che mi lega a Persone Silenziose,uno di quei dischi che mi sarebbe piaciuto “vivere” da adulto,nella piena consapevolezza del suo significato e seguirne passo passo l’uscita nei negozi,i singoli in radio,i tanti concerti che l’anno successivo avrebbero invaso l’Italia intera.Ricordo vagamente che erano Primavera e Solo un disco che gira le hits dell’abitacolo della nostra Alfa,ma come a tante persone è accaduto,questo disco avrebbe avuto un’importanza assoluta nella mia vita solamente a partire da alcuni anni dopo,con i primi battiti forti e le piccole problematiche di uno studente adolescente che piano piano si affaccia al mondo,scopre la vita.E’ così che poi un album ti entra dentro non più solamente per un paio di brani,ma per l’intero messaggio in esso contenuto,per tutte le sue sfaccettature (anche quelle più nascoste),per tutto ciò che rappresenta dentro di te e che rivivi nel tuo cuore anche a distanza di vent’anni.
Persone Silenziose,inteso come brano,per esempio è il manifesto del mio essere,io che ho sempre avuto “amplificatori agli occhi” e parlato molto poco ma che nonostante le apparenze,sapevo di poter dare tanto ed è stato proprio Luca con questa canzone a farmi coraggio,a farmi sentire importante e in qualche modo prezioso,ad accettarmi per quello che sono.Oppure potrei citare Estranei,brano che chiude il disco in bellezza,tant’è che a posteriori è stata considerata dai fans una delle canzoni più belle mai scritte da Luca per testo,musica e intensità emotiva.Un brano che,come appunto tutto l’album,non viene citato spesso e considerato all’altezza della percezione che invece c’è tra gli estimatori di Luca,eppure basta cominciare a leggere il testo che delle scosse invadono la pelle dando brividi fuori e dentro:”Ecco due storie che s’incontrano qui….due bimbi di chissà quali cortili…padre e madre di chissà quali figli….figli di chissà quali pensieri”.L’essenza di Persone Silenziose sta tutta in questa come in altre frasi dell’album,sta nei ricordi di bambino che ognuno di noi ha,nelle percezioni sensoriali che ci riportano indietro nel tempo,sta nell’accettare se stessi e l’essere degli altri,nel vivere le proprie paure lasciando che chi ti ama possa condividerle con te;sta nell’apprezzare cose apparentemente banali approcciandosi alle quali si scopre un mondo inaspettato.Questo è ciò che venne alla luce il 24 Novembre del 1989,questo è Persone Silenziose,un groviglio di emozioni dipinte da una sola e inconfondibile voce.
Alessandro Giuntella,SadJackGroup.
SPECIALE PERSONE SILENZIOSE 20 ANNI
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